Sport, il Medio Friuli gioca la carta europea: sette municipi insieme per il 2028

Da Villa Manin alla visita dei commissari Aces, prende forma la candidatura condivisa di sette Comuni del Medio Friuli.

21 giugno 2026 15:00
Sport, il Medio Friuli gioca la carta europea: sette municipi insieme per il 2028 -
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Non è la candidatura di un singolo centro, ma di un’area che prova a presentarsi come sistema. Nel Medio Friuli sette Comuni hanno scelto di muoversi insieme per ottenere il titolo di Comunità europea dello sport 2028, riconoscimento promosso nell’ambito del circuito Aces.

Il percorso riguarda Basiliano, Codroipo, Mereto di Tomba, Mortegliano, Rivignano Teor, Sedegliano e Varmo, una realtà territoriale che nel complesso conta circa 40 mila residenti. Il dossier è stato completato il 31 maggio e in questi giorni la candidatura è passata alla fase di verifica con la presenza sul territorio della commissione incaricata della valutazione.

Il momento istituzionale più rilevante si è svolto a Villa Manin, a Passariano, dove amministratori, rappresentanti sportivi e delegati Aces hanno condiviso i punti centrali del progetto. L’idea di fondo è mettere in rete ciò che già esiste: strutture, società, esperienze educative e iniziative dedicate all’inclusione.

Una rete sportiva già ampia nel territorio

I numeri presentati dai promotori descrivono una base organizzativa consistente. Nel comprensorio operano più di 60 associazioni e sono presenti circa 70 impianti tra pubblici e privati. I tesserati sono attorno ai 10 mila, una quota che corrisponde a un quarto della popolazione.

L’offerta sportiva è molto articolata e comprende discipline diverse, dagli sport più praticati come calcio, pallavolo, tennis e nuoto fino ad attività come scherma, pattinaggio, atletica leggera e arti marziali. Nel dossier trovano spazio anche progetti pensati per allargare la partecipazione, tra cui atletica paralimpica, baskin e foot-all.

Due i principi su cui la candidatura insiste maggiormente: accessibilità e sostenibilità. Da una parte la possibilità di frequentare impianti e attività senza ostacoli, anche sul piano economico; dall’altra una gestione attenta delle strutture e dell’impatto ambientale.

Tre giorni di sopralluoghi per la commissione

A esaminare il progetto è arrivata una delegazione guidata dal presidente di Aces Italia Vincenzo Lupatelli, affiancato da Vanni Resta, Silvia Molinario e Giuliano Clinori. La visita si è sviluppata nell’arco di tre giornate tra impianti e spazi sportivi dell’area coinvolta.

La ricognizione serve a misurare la tenuta complessiva della proposta: non solo la qualità delle strutture, ma anche la capacità delle amministrazioni di lavorare in modo coordinato e di usare lo sport come leva di benessere, partecipazione sociale e inclusione.

Medio Friuli candidato a Comunità europea dello sport 2028: sette Comuni uniti
Medio Friuli candidato a Comunità europea dello sport 2028: sette Comuni uniti

I Comuni in campo e il sostegno delle istituzioni

La candidatura è sostenuta dalle sette amministrazioni comunali del Medio Friuli e può contare anche sui patrocini di Coni, Unione nazionale Pro Loco, Federsanità Anci Fvg e Anci Fvg. Un appoggio che rafforza il profilo del progetto e ne evidenzia la dimensione sovracomunale.

A Villa Manin erano presenti il sindaco di Codroipo Guido Nardini, Marco Olivo per Basiliano, Roberto Zuliani per Mortegliano, Fabrizio Mattiussi per Rivignano Teor, Debora Donati per Sedegliano, Massimiliano Gattolini per Varmo, il vicesindaco di Mereto di Tomba Mattia Mestroni e Giuseppe Napoli di Federsanità Anci Fvg.

Il peso dello sport nella vita quotidiana del Medio Friuli

All’incontro hanno preso parte anche il presidente del Coni Fvg Andrea Marcon e la vicepresidente Mara Navarria. Marcon ha richiamato un dato che va oltre i soli tesseramenti federali: considerando anche chi pratica attività fisica senza iscrizione, la quota di popolazione coinvolta nello sport nel Medio Friuli arriverebbe attorno al 70 per cento.

È su questa diffusione capillare che i promotori fondano la propria ambizione europea. L’eventuale riconoscimento darebbe visibilità al territorio e potrebbe consolidare ulteriormente il legame tra associazioni, Comuni e istituzioni, valorizzando un modello che punta a fare dello sport un elemento stabile della vita di comunità.

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