La Malvasia segue il mare: Jancris fa scalo a Trieste nel viaggio adriatico verso Ragusa
La barca a vela partita da Chioggia è passata dal molo Venezia: il progetto lega porti, storia del vino e identità dell’Adriatico fino ai primi di luglio.
Non è una semplice traversata a vela, ma un racconto itinerante che usa il mare per tenere insieme territori, memoria e cultura del vino. In questi giorni Trieste ha accolto il passaggio di Jancris, l’imbarcazione impegnata nel progetto “Sulla rotta delle Malvasie, senza confini”, con destinazione finale Ragusa.
La sosta nel capoluogo giuliano ha riportato l’attenzione su un vitigno che appartiene alla storia mediterranea e che in Friuli Venezia Giulia ha trovato nel tempo una presenza riconoscibile. Al molo Venezia, alle Rive, l’equipaggio ha incontrato anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.
L’iniziativa mette insieme navigazione e divulgazione, seguendo lungo l’Adriatico un filo che unisce porti della Serenissima, scambi commerciali e diffusione delle diverse espressioni della Malvasia. Un tema che, per una regione come il Friuli Venezia Giulia, si inserisce pienamente nel percorso di valorizzazione del proprio patrimonio vitivinicolo.
Trieste dentro un itinerario che guarda a tutto l’Adriatico
La barca è salpata da Chioggia il 6 giugno 2026 e sta seguendo un tracciato che tocca circa dodici località affacciate sul mare. Dopo il passaggio a Trieste, la navigazione continuerà verso la sponda orientale adriatica, con la prossima fermata annunciata a Portorose domenica prossima.
Nel programma figurano poi soste in diverse città della costa croata, tra cui Zara, Spalato e Lesina, fino all’arrivo previsto a Ragusa tra il 3 e il 5 luglio. Il senso del viaggio sta proprio nel ripercorrere antiche direttrici marittime che per secoli hanno favorito la circolazione di merci, culture e tradizioni enologiche.
Un progetto che parla anche al Friuli Venezia Giulia
Per il territorio regionale, la tappa triestina non rappresenta soltanto un appuntamento simbolico. La Malvasia viene letta come chiave per raccontare un legame profondo tra agricoltura, identità locale e orizzonte mediterraneo, con un linguaggio capace di arrivare anche oltre i circuiti strettamente specialistici del vino.
Zannier ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa, evidenziando come il viaggio consenta di far conoscere la storia di questo vitigno attraverso una formula originale. Non solo prodotto da degustare, dunque, ma parte di una vicenda più ampia che coinvolge paesaggi, comunità e relazioni costruite nel tempo sulle due rive dell’Adriatico.
In questo contesto rientrano anche i prossimi momenti dedicati al settore vitivinicolo regionale, come la Fiera dei Vini 2026 a Corno di Rosazzo, appuntamento che contribuirà ad alimentare il racconto delle produzioni del Friuli Venezia Giulia nelle settimane a venire.
Chi c’è a bordo della Jancris
A guidare il progetto sono lo skipper e armatore Alfredo Giacon e il giornalista e scrittore Maurizio Crema, tra i protagonisti dell’esperienza in mare. Il viaggio viene presentato come una sorta di traversata geopoetica, costruita attorno alla storia della Malvasia e alla sua diffusione lungo le rotte mediterranee.
Jancris è una barca a vela di 56 piedi, equipaggiata con un gennaker da 175 metri quadri. L’imbarcazione era già conosciuta per avere compiuto il giro del mondo ed è stata oggetto di un importante rinnovamento nel 2005 e poi ancora nel 2022.
Dopo la sosta triestina, la navigazione riprenderà verso est. Per il Friuli Venezia Giulia resta il valore di un passaggio che mette insieme mare e vino in una forma narrativa capace di parlare al territorio partendo dalla sua collocazione naturale: quella di ponte affacciato sull’Adriatico.