Majano, 242 milioni per turismo e commercio: la Regione punta su ristorazione e negozi di territorio

Al Castello di Susans il punto dell’assessore Bini: nel piano 2026-2028 risorse per le imprese e un nuovo bando dedicato al turismo.

19 maggio 2026 05:12
Majano, 242 milioni per turismo e commercio: la Regione punta su ristorazione e negozi di territorio -
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La leva scelta dalla Regione per accompagnare commercio e turismo nei prossimi anni vale 242 milioni di euro. La cifra, riferita al triennio 2026-2028, è stata ribadita a Majano durante un incontro al Castello di Susans dedicato al mondo della ristorazione, uno dei comparti che in Friuli Venezia Giulia continua a mostrare segnali di espansione.

Nell’appuntamento del 18 maggio l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha tracciato un quadro che lega investimenti pubblici, crescita dei flussi turistici e tenuta del commercio locale. Il messaggio centrale è che la rete dei pubblici esercizi e delle attività di prossimità resta una componente decisiva per l’economia regionale.

Il focus a Susans sul peso della ristorazione

Il confronto ospitato nel complesso di Susans ha riunito rappresentanti istituzionali e di categoria. Erano presenti, tra gli altri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il presidente di Fipe Udine Antonio Della Mora, il vicepresidente nazionale di Confcommercio e presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo e il presidente nazionale di Fipe Confcommercio Lino Enrico Stoppani.

Nel suo intervento Bini ha insistito sul fatto che il piccolo commercio sta attraversando una fase di trasformazione profonda, ma dispone oggi di strumenti regionali pensati per accompagnare questo passaggio. In questo scenario, la ristorazione viene considerata tra i segmenti più vivaci del terziario friulano e regionale.

I numeri: occupazione in forte crescita e 11 milioni di presenze turistiche

A sostegno di questa lettura, l’assessore ha richiamato uno studio di Nomisma secondo cui negli ultimi dieci anni la ristorazione in Friuli Venezia Giulia ha segnato un incremento del 9%. Ancora più marcato il dato riferito agli occupati, saliti del 62%, segnale di un comparto che continua a generare lavoro e ad allargare il proprio peso nel sistema economico.

Bini ha collegato questa dinamica anche all’aumento del turismo in regione. Durante l’incontro ha ricordato che nel 2025 il Friuli Venezia Giulia ha raggiunto quota 11 milioni di presenze, un risultato che fino a pochi anni fa appariva lontano. L’effetto, nel ragionamento proposto, si riflette anche sulle attività commerciali di vicinato e sulla capacità dei territori di intercettare nuovi flussi.

Enogastronomia e pubblici esercizi come presidio nei centri

Tra i temi toccati a Majano c’è stato anche il ruolo dell’enogastronomia, indicata come uno dei veicoli più efficaci per raccontare e promuovere il Friuli Venezia Giulia. L’attenzione alle produzioni locali e alla filiera corta, nelle parole dell’assessore, rappresenta un passaggio chiave per rafforzare attrattività e identità dei territori.

Un altro punto riguarda i pubblici esercizi, descritti come presenza importante nella vita quotidiana delle città e dei paesi. Non solo attività economiche, dunque, ma anche luoghi che contribuiscono alla socialità e alla vivibilità urbana. In questo quadro è stato richiamato il nuovo Codice regionale del Commercio e del Turismo, pensato per riordinare e rendere più semplice la normativa del settore.

Le misure in arrivo per le imprese

Dentro il pacchetto complessivo da 242 milioni rientrano le risorse che la Regione intende destinare alle imprese del commercio e del turismo nel periodo 2026-2028. Accanto a questo stanziamento, Bini ha annunciato anche la prossima apertura del bando Fondo Turismo, che parte con una dotazione di 3 milioni di euro e guarda anche alle attività della ristorazione.

Dal confronto di Majano emerge quindi una linea precisa: sostenere i settori che accompagnano la crescita turistica e, allo stesso tempo, aiutare le attività radicate nei territori a reggere la transizione. Per una realtà come quella friulana, dove il legame tra accoglienza, cucina e commercio di prossimità resta stretto, le misure regionali si candidano a incidere direttamente sulla tenuta del tessuto economico locale.

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