Linea ferroviaria verso Venezia, dal Friuli il nodo resta aperto: progetti incompleti e fondi ancora da trovare
In Commissione regionale il punto sul collegamento Venezia-Trieste: per il Friuli Venezia Giulia pesano ritardi progettuali e 1,7 miliardi mancanti.
Il tratto ferroviario che collega il Friuli Venezia Giulia a Venezia continua a essere al centro del confronto politico, ma dalla discussione emersa in IV Commissione regionale arriva un quadro che, per la parte friulana dell'opera, resta tutt'altro che definito. A sollevare il tema è stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che ha commentato gli aggiornamenti ricevuti sul potenziamento della Venezia-Trieste.
Secondo quanto riferito dall'esponente pentastellata, uno dei punti più critici riguarda l'assenza di elaborati pronti per affrontare alcuni passaggi decisivi del tracciato. Tra questi, ha indicato il superamento dei passaggi a livello lungo la linea e la mancanza delle varianti necessarie per i nuovi ponti sul Tagliamento, in area Latisana, e sull'Isonzo.
Le opere che interessano il Friuli restano indietro
Nel resoconto fornito dopo i lavori della Commissione, Capozzi ha sostenuto che in Friuli Venezia Giulia mancano ancora risorse molto consistenti per chiudere almeno due interventi ritenuti strategici. La cifra indicata è di 1 miliardo e 700 milioni di euro, un dato che riporta l'attenzione sul divario tra annunci e stato effettivo della pianificazione.
La consigliera ha anche richiamato un altro nodo: sul Carso, ha osservato, non ci sarebbe ancora una soluzione alternativa definita al sistema delle gallerie. Tra le ipotesi richiamate nel dibattito compare anche il collegamento tra i porti di Trieste e Monfalcone attraverso un tunnel subacqueo, scenario che Capozzi ha citato per sottolineare quanto il percorso sia ancora lontano da una fase operativa compiuta.
Cosa emerge dal confronto con Rfi
Nel corso dell'audizione richiesta proprio dalla stessa consigliera, Rete ferroviaria italiana avrebbe illustrato i benefici ottenibili con un potenziamento di tipo tecnologico. In base a quanto riferito da Capozzi, questa soluzione consentirebbe un taglio dei tempi di percorrenza di circa 15 minuti e permetterebbe di raggiungere i 200 chilometri orari nei tratti di pianura.
Si tratterebbe, sempre secondo quanto riportato dalla consigliera, di un'opzione molto meno onerosa rispetto all'ipotesi del treno ad alta velocità, che porterebbe la velocità massima a 250 chilometri orari ma con costi decisamente più elevati.
Il confronto con Venezia e il tema del coinvolgimento dei territori
Nello stesso intervento, Capozzi ha messo a confronto la situazione friulana con quella legata alla stazione dell'aeroporto di Venezia, per la quale, ha detto, le coperture economiche sarebbero già state interamente previste, compresi 359 milioni provenienti dal Pnrr.
Da qui la critica politica sul diverso stato di avanzamento delle opere e sulla distribuzione delle responsabilità. La consigliera ha inoltre chiesto che Rfi non porti avanti scelte progettuali senza un passaggio reale con le comunità interessate, tema particolarmente sensibile in un territorio dove infrastrutture, viabilità locale e impatto sulle aree abitate si intrecciano in modo diretto.
Il dossier sulla Venezia-Trieste, dunque, resta aperto. Per il Friuli Venezia Giulia il tema non riguarda soltanto la velocità dei collegamenti, ma anche la concretezza dei progetti, la copertura finanziaria e il rapporto con i territori che dovranno convivere con le trasformazioni della linea.