Lignano, la pineta diventa spazio di benessere accessibile: già avviati i primi incontri
Nel progetto con l’Università di Udine coinvolte associazioni del territorio friulano e veneto. Prossima tappa a metà ottobre con i pazienti oncologici.
Non solo tutela ambientale, ma anche utilizzo sociale di un’area verde tra le più riconoscibili di Lignano. Nella pineta demaniale a nord del lungomare Kechler ha preso forma un percorso dedicato al benessere, pensato anche per persone con fragilità e disabilità, con le prime due giornate già realizzate nelle scorse settimane.
L’iniziativa nasce dal lavoro condiviso tra Società Lignano Pineta e Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. L’idea è affiancare alla conservazione degli 11 ettari di bosco una modalità di fruizione inclusiva, capace di valorizzare la pineta come luogo da vivere con tempi lenti e attività mirate.
Per il Friuli si tratta di un’esperienza che mette insieme salute, accessibilità e patrimonio naturale, con il coinvolgimento diretto di realtà associative che operano accanto a persone con esigenze diverse.
Un’area verde pensata anche per chi ha bisogni specifici
Il progetto punta a rendere questo tratto di Lignano sempre più adatto a iniziative rivolte alla comunità. La presenza di un percorso con passerella lungo il sentiero artistico ha permesso di accogliere partecipanti con mobilità ridotta, compresi utenti in carrozzina, in un contesto naturale accessibile.
Le attività previste durante gli incontri comprendono esercizi legati al respiro, momenti di attenzione all’ambiente circostante, pratiche di consapevolezza e occasioni di condivisione all’interno del gruppo. Il contatto con i pini neri e con le altre specie presenti nell’area diventa così parte integrante dell’esperienza.
Chi ha partecipato ai primi due appuntamenti
Il primo incontro si è svolto sabato 26 settembre 2026 con l’associazione di promozione sociale Volo Libero di San Polo di Piave. Alla mattinata hanno preso parte dodici persone con disabilità; alcune di loro hanno seguito il percorso utilizzando la carrozzina.
Con il gruppo erano presenti la presidente dell’associazione, la professoressa Dina Vaccari, e la dottoressa Camilla Costa, che ha promosso l’esperienza e accompagnato i partecipanti nelle attività di riconnessione con la natura e di conoscenza della pineta.
Il secondo appuntamento, datato 1 ottobre 2026, ha visto invece la partecipazione dell’associazione A.I.R. FVG di Pordenone, che riunisce persone con insufficienza respiratoria. Anche in questo caso la proposta è stata costruita attorno a un’idea di benessere legata all’ambiente naturale, alla respirazione e alla dimensione relazionale.
Il ruolo dell’Università di Udine nel progetto
L’esperienza delle giornate di forest therapy rientra in un programma più ampio che guarda alla gestione sostenibile della pineta demaniale. Accanto alle attività rivolte ai gruppi, il lavoro sviluppato con l’Università di Udine comprende anche il monitoraggio degli alberi e la ricerca di strumenti utili alla salvaguardia dell’area.
La direzione è quella di una fruizione più ampia e ordinata del patrimonio naturale di Lignano, capace di tenere insieme protezione ambientale, accessibilità e utilità pubblica. In questa prospettiva, la pineta non viene considerata soltanto come spazio da preservare, ma anche come risorsa per iniziative dedicate alla salute e alla socialità.
Il calendario prosegue a ottobre
Il percorso non si ferma ai primi due incontri. È già stato fissato un nuovo appuntamento per sabato 17 ottobre 2026, quando nella pineta di Lignano arriverà il gruppo dei pazienti oncologici dell’associazione ANGOLO di Aviano, nel Pordenonese.
Per Lignano e per l’intero territorio friulano, il progetto rappresenta un esempio concreto di come un’area naturale possa diventare anche un luogo di accoglienza e supporto, mantenendo al centro il rispetto dell’ambiente e l’attenzione alle persone più fragili.
Se il percorso troverà continuità, la pineta demaniale potrà consolidare un ruolo nuovo nel panorama locale: non solo polmone verde della località balneare, ma spazio stabile per attività inclusive costruite attorno al benessere delle persone.