Lignano al buio in piena serata estiva: protesta degli operatori dopo il nuovo stop elettrico

Interruzione della corrente da circa 21.30 in varie aree di Lignano Sabbiadoro. Tra le voci più dure quella dell’imprenditore Franz Dalle Crode.

30 giugno 2026 01:09
Lignano al buio in piena serata estiva: protesta degli operatori dopo il nuovo stop elettrico -
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Una serata di fine giugno segnata da insegne spente, attività rallentate e disagi diffusi in una delle località simbolo dell’estate friulana. Da circa 21.30 di lunedì 29 giugno 2026, a Lignano Sabbiadoro si registrano problemi legati a un blackout che ha interessato più punti della città.

Le segnalazioni raccolte parlano di un’interruzione avvertita in diverse zone del centro balneare, con ripercussioni immediate su residenti, turisti e imprese. In un momento della stagione in cui la presenza di visitatori cresce rapidamente, anche uno stop temporaneo dell’energia pesa sull’organizzazione della serata.

Disservizio in una fase cruciale per la stagione

Per Lignano, che in estate concentra gran parte della propria attività economica, la tenuta dei servizi essenziali è un tema tutt’altro che secondario. Bar, ristoranti, locali e strutture ricettive si trovano a lavorare con flussi elevati e con impianti che devono restare operativi senza interruzioni.

Quando la corrente manca, i problemi si riflettono subito sulla gestione delle cucine, dei pagamenti, dell’accoglienza e dei servizi ai clienti. È per questo che il blackout di questa sera ha riacceso un malumore che in città, tra gli operatori, riaffiora periodicamente.

La presa di posizione di un imprenditore lignanese

Tra le reazioni più nette c’è quella di Franz Dalle Crode, CEO e fondatore del King Pub, che contesta il ripetersi di episodi simili nonostante le rassicurazioni ricevute in passato sul rafforzamento della rete.

L’imprenditore richiama gli annunci fatti nei mesi scorsi sul potenziamento dell’infrastruttura elettrica entro giugno e sostiene che, alla prova dei fatti, la situazione resti irrisolta. Il punto, nella sua lettura, è semplice: una località come Lignano non può farsi trovare impreparata proprio nei periodi di maggiore afflusso.

La frase con cui sintetizza la propria posizione è diretta: «Le promesse non accendono le luci. I fatti sì». Un messaggio che riassume il clima di insofferenza di una parte del comparto economico locale.

L’anno scorso ci avevano promesso tante belle cose quest’anno che entro giugno la rete sarebbe stata potenziata. Oggi è il 29 GIugno , belli i Titoloni sui giornali, incontri istituzionali, fotografie, strette di mano e rassicurazioni. Siamo nel 2026 e siamo punto e a capo. Ogni estate Lignano Sabbiadoro accoglie centinaia di migliaia di turisti. Non è un’emergenza imprevedibile: succede da decenni. Eppure, ogni anno, ci ritroviamo a fare i conti con blackout e disservizi che mettono in difficoltà imprese, lavoratori e clienti. Nel 2025 ci era stato detto che con investimenti milionari il problema sarebbe stato risolto. Oggi i fatti raccontano un’altra storia. Noi imprenditori investiamo, assumiamo personale, paghiamo imposte, promuoviamo il territorio e ci prendiamo ogni giorno la responsabilità di offrire un servizio ai turisti. Pretendere un’infrastruttura elettrica all’altezza non è un privilegio: è il minimo. Se Lignano vuole davvero competere con le grandi località balneari italiane ed europee, non può avere una rete elettrica che va in crisi proprio quando il territorio esprime il suo massimo potenziale. Le promesse non accendono le luci. I fatti sì. Caro Comune, cari enti competenti: meno conferenze, meno fotografie e meno annunci. Servono risultati concreti. Perché i cantastorie si trovano al circo, non nelle istituzioni.

Un problema che pesa sull’immagine della località

L’episodio di questa sera riporta in primo piano un nodo che a Lignano viene discusso da tempo: la capacità della rete di reggere nei giorni e nelle ore in cui la città esprime il massimo carico, tra presenze turistiche, attività aperte e consumi elevati.

Per una destinazione di primo piano del Friuli Venezia Giulia, la continuità dell’energia elettrica non riguarda soltanto l’operatività di negozi e pubblici esercizi. Incide anche sulla percezione della località da parte di chi la sceglie per le vacanze e si aspetta servizi affidabili.

Restano da chiarire l’estensione precisa del blackout, l’origine del guasto e i tempi necessari per il completo ritorno alla normalità. Intanto, in città, il tema torna con forza al centro del dibattito: non solo per l’emergenza della serata, ma per le risposte strutturali che gli operatori chiedono da tempo.

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