Leonor Fini, a Trieste affiora il lato più privato: al Magazzino 26 parlano le cugine dell’artista

Sabato 1 agosto alle 18.30 un incontro con Lilly e Annamaria Frausin Sadar dentro la mostra dedicata alle protagoniste triestine del Novecento.

30 luglio 2026 19:30
Leonor Fini, a Trieste affiora il lato più privato: al Magazzino 26 parlano le cugine dell’artista -
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Non solo la pittrice surrealista conosciuta in tutta Europa, ma anche la figura familiare custodita nei ricordi di chi l’ha frequentata da vicino. A Trieste, sabato 1 agosto, la mostra ospitata al Magazzino 26 apre uno spazio speciale dedicato alla dimensione più intima di Leonor Fini.

L’appuntamento è fissato per le 18.30 nel polo museale del Porto Vecchio, dove Marianna Accerboni condurrà l’incontro intitolato “Leonor Fini segreta”. A intervenire saranno Lilly Frausin e Annamaria Frausin Sadar, cugine triestine della pittrice e ultime parenti viventi.

Una testimonianza diretta sulla Leonor Fini meno nota

Il valore dell’iniziativa sta soprattutto nelle voci chiamate a raccontare l’artista fuori dal perimetro della biografia ufficiale. Le due ospiti hanno conosciuto Leonor Fini anche attraverso la madre Mary Frausin, legata da un rapporto personale sia alla pittrice sia a sua madre Malvina.

Da quel legame sono rimasti ricordi, visite, scambi affettuosi e una corrispondenza protratta nel tempo. Durante l’incontro emergeranno quindi episodi di vita privata, tratti del carattere e frammenti di quotidianità che aiutano a restituire un ritratto meno pubblico dell’artista nata a Buenos Aires nel 1907 e scomparsa a Parigi nel 1996.

Tra gli aspetti che verranno richiamati anche la lunga stagione parigina di Fini, segnata dalla convivenza con Costantin Jelenski, scrittore e giornalista polacco conosciuto a Roma nel 1952, e con Stanislao Lepri, ex diplomatico italiano e pittore surrealista incontrato nel 1941.

Il filo con Trieste dentro la sua formazione

Per la città giuliana, Leonor Fini non è soltanto un nome di rilievo internazionale. Trieste rappresentò infatti un passaggio decisivo nella sua crescita personale e culturale, tanto da essere ricordata dalla stessa artista come la città degli affetti.

Negli anni della giovinezza frequentò l’ambiente cosmopolita triestino, entrando in contatto con personalità che avrebbero lasciato un segno nella cultura del Novecento. Tra queste Leo Castelli e Bobi Bazlen, ma anche Italo Svevo e Umberto Saba. Fu intenso inoltre il rapporto con Arturo Nathan, nella cui casa triestina incontrava spesso Gillo Dorfles.

È anche per questo che l’incontro di sabato assume un significato particolare per il pubblico friulano e giuliano: riporta al centro non soltanto la fama internazionale di Fini, ma il suo radicamento in un contesto culturale vicino e ben riconoscibile.

La mostra e le informazioni utili per la visita

L’evento rientra nel programma della rassegna “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”, aperta dal 23 luglio e visitabile fino al 27 settembre 2026 al Magazzino 26. Il percorso mette in relazione Leonor Fini con altre figure come Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina.

Gli orari di apertura della mostra sono questi: giovedì dalle 16 alle 20; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 20. Per raggiungere la sede è disponibile anche la linea 19, con fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Generali Convention Center.

Chi sostiene il progetto culturale

L’esposizione è promossa da Associazione Foemina APS di Trieste in coorganizzazione con il Comune di Trieste - Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo. Ideazione e cura portano la firma di Marianna Accerboni.

Tra i sostenitori compaiono Fondazione CRTrieste, Fondazioni Casali, Ciaccio Arte / Big Broker Insurance Group di Milano, Azienda Agricola Zidarich di Prepotto nel comune di Duino Aurisina, Videoest Trieste, Gruppo Ermada Trieste e Finzi Carta Trieste. Un appuntamento che, oltre al valore espositivo, offre l’occasione rara di ascoltare una memoria familiare destinata a illuminare da vicino una delle personalità più originali del Novecento.

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