Legno e arredo, il Friuli punta sulle alleanze tra Pmi per reggere la sfida dei mercati
A Udine il confronto con la Regione sul futuro del comparto: export, reti d’impresa e possibili aiuti su energia, carburanti e rinnovabili.
Per una filiera che in Friuli ha un valore storico e produttivo rilevante, il tema oggi non è soltanto vendere di più, ma farlo con strumenti adeguati a un mercato cambiato. È questo il messaggio emerso a Udine, dove la Regione ha rilanciato il sostegno al comparto legno-arredo indicando nelle reti tra imprese e nell’apertura verso l’estero due leve decisive.
Il confronto si è svolto nella sede di Confindustria Udine, durante un incontro dedicato alle politiche industriali per la competitività del settore. Al centro, la necessità di aiutare aziende spesso di dimensioni contenute a muoversi in uno scenario internazionale sempre più complesso.
L’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini ha richiamato proprio questo aspetto: il tessuto produttivo del comparto è formato per il 95% da piccole e medie imprese. Una caratteristica che rappresenta una ricchezza, ma che rende più difficile affrontare da soli la pressione dei grandi gruppi e dei sistemi industriali meglio organizzati.
Una partita che riguarda da vicino il Friuli
Il tema ha un peso particolare per il territorio friulano, dove il legno-arredo resta legato a una tradizione manifatturiera riconosciuta. Nel ragionamento della Regione rientrano infatti realtà simboliche come il distretto della sedia del Manzanese e il comparto del mobile, considerati parte dell’identità economica locale.
Per questo l’obiettivo dichiarato è non disperdere una presenza industriale che ha segnato la storia produttiva del Friuli Venezia Giulia. La linea indicata punta a rafforzare la capacità delle imprese di stare sul mercato senza perdere radicamento sul territorio.
Export e reti d’impresa tra le leve indicate dalla Regione
Tra gli strumenti già richiamati dall’amministrazione regionale figurano l’Agenda FVG Manifattura 2030, i bandi pensati per favorire le aggregazioni tra aziende e gli interventi destinati a sostenere i percorsi di internazionalizzazione. Il punto, secondo la Regione, è aumentare massa critica e coordinamento lungo la filiera.
Per molte imprese friulane, la dimensione di rete viene vista come una risposta concreta a una concorrenza che non lascia molto margine a chi procede in ordine sparso. L’accesso ai mercati esteri, in questa prospettiva, non è soltanto una possibilità commerciale, ma una condizione sempre più necessaria per consolidare la competitività.
Lo scenario internazionale e i timori per l’industria
Nel corso dell’incontro udinese, Bini ha richiamato anche il contesto globale in cui si muovono le imprese regionali. Da una parte pesano scelte protezionistiche adottate da alcuni Paesi, dall’altra cresce la pressione di concorrenti esteri con capacità finanziarie e organizzative molto superiori.
Tra i fattori indicati c’è il ruolo della Cina, ritenuta uno degli elementi che hanno cambiato gli equilibri commerciali in Europa. Il ragionamento dell’assessore non si è fermato al solo legno-arredo, ma ha toccato anche altri comparti strategici per il manifatturiero regionale, come automotive e filiera del bianco.
Secondo la lettura proposta dalla Regione, molte imprese europee si trovano a competere con operatori che agiscono in contesti regolatori differenti. Da qui la richiesta di muoversi su un doppio binario: da un lato un confronto più ampio sul piano europeo, dall’altro misure immediate per difendere la tenuta produttiva locale.
Energia, carburanti e rinnovabili tra i possibili interventi
Accanto agli strumenti già operativi, la Regione ha fatto sapere di essere pronta a valutare ulteriori sostegni qualora il quadro economico dovesse peggiorare. Tra le opzioni richiamate ci sono interventi legati al costo dell’energia e dei carburanti, oltre agli incentivi per le fonti rinnovabili.
Il messaggio uscito dal confronto di Udine è che la partita si gioca ora sulla capacità di accompagnare le imprese friulane in una fase delicata, senza lasciare sole le Pmi. Per il legno-arredo, uno dei settori più rappresentativi del territorio, la sfida è restare competitivo mantenendo in Friuli produzione, competenze e presenza industriale.