Latisana, via al piano sul Varmo: risorsa irrigua e difesa di Pertegada con 5 milioni
Pronti i primi 2 milioni per i lotti iniziali, altri 3 previsti nel bilancio regionale 2027. L’intervento interessa agricoltura e tenuta idraulica del territorio.
Per il territorio di Latisana il nodo non è soltanto agricolo: l’acqua riguarda allo stesso tempo produzione, equilibrio del reticolo minore e protezione delle zone più esposte. In questa direzione si inserisce il finanziamento regionale da 5 milioni di euro destinato al ripristino della condotta irrigua del Varmo e ai primi interventi collegati alla sicurezza idraulica.
La copertura economica è articolata in due fasi. Una prima quota da 2 milioni è già disponibile e consente di avviare l’iter per i primi due lotti, mentre altri 3 milioni sono indicati sul bilancio regionale 2027 per completare il terzo lotto. L’obiettivo è rimettere in funzione un’infrastruttura strategica per l’area del latisanese e per il comprensorio servito fino a Lignano.
Un’opera che guarda a campi e abitati
Il progetto nasce con una doppia finalità: assicurare acqua per l’irrigazione alle aziende agricole e rafforzare la risposta del territorio davanti a piogge sempre più intense. Il riferimento è in particolare al sistema dei corsi d’acqua minori, decisivo per indirizzare i deflussi verso i canali di bonifica e ridurre le criticità nelle aree abitate.
Il tema resta molto sensibile in una zona che porta ancora il segno della grande piena del Tagliamento del 1966, episodio che colpì duramente l’agricoltura e mise in evidenza la fragilità idraulica del basso Friuli. Il nuovo investimento viene letto anche come un passaggio concreto per aggiornare quelle difese alle condizioni climatiche di oggi.
Come sarà ricostruita la condotta
Nell’ultima seduta della Deputazione amministrativa del Consorzio è stata definita la procedura di gara per il tratto interrotto del Varmo, passaggio che apre la strada all’appalto. L’intenzione è arrivare all’apertura del cantiere entro gennaio 2027.
Secondo quanto spiegato dal direttore generale Armando Di Nardo, la futura infrastruttura garantirà disponibilità d’acqua irrigua su una superficie superiore ai 3 mila ettari. La rete prevista si sviluppa per circa 3 chilometri, alternando sezioni a cielo aperto e tratti intubati con una condotta in vetroresina all’interno del sedime demaniale esistente.
Lo stesso Di Nardo ha ricordato inoltre che si sono appena conclusi i lavori di ristrutturazione del canale principale di adduzione irrigua dell’area latisanese, realizzati con fondi PNRR per circa 4,5 milioni di euro. Il nuovo intervento si inserisce dunque in un disegno più ampio di ammodernamento della rete al servizio del comprensorio.
Il valore storico del tracciato del Varmo
Il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Massimo Ventulini, ha richiamato il significato storico dell’area interessata. In passato qui correva un canale in terra nato per rendere coltivabili terreni considerati poveri e improduttivi, con una funzione iniziale legata anche al contrasto della salinità nelle zone di Lignano appena bonificate.
Con il tempo quella stessa infrastruttura è diventata un supporto essenziale per lo sviluppo agricolo dei territori attraversati lungo oltre 30 chilometri. Negli anni Ottanta, con l’espansione urbana di Pertegada e il cambiamento del quadro economico, il canale era stato dismesso; poco dopo però emerse con chiarezza che il fabbisogno idrico del settore primario non era affatto venuto meno.
Pertegada tra i punti più delicati
Una parte rilevante del programma riguarda la prevenzione degli allagamenti, con attenzione particolare a Pertegada. Tra le opere previste c’è il recupero della rete dei capofossi privati, oggi in larga misura scomparsa, così da intercettare l’acqua prima che raggiunga le case.
Fra le aree indicate c’è via Casette, considerata uno dei punti su cui intervenire per primi. Per il Consorzio si tratta di un’azione meno appariscente di altre grandi opere, ma con ricadute dirette sulla sicurezza della comunità locale.
La presidente del Consorzio di bonifica Rosanna Clocchiatti ha sottolineato infine che il sistema sarà impostato all’insegna della sostenibilità ambientale ed energetica, sfruttando il deflusso naturale a gravità e riducendo il ricorso al pompaggio. In questo modo il vecchio tracciato del Varmo viene riportato a nuova funzione con una soluzione tecnologica pensata per distribuire acqua in modo più regolare e controllato, con benefici attesi sia per le aziende agricole sia per il territorio di Latisana.