Latisana, l’Odeon riparte dalla memoria del sisma: sala piena per “Orcolat ’76”
Il cartellone teatrale si è aperto con uno spettacolo dedicato al terremoto del 1976. In platea anche il sindaco Sette e l’assessore Martina Cicuto.
La nuova stagione del Teatro Odeon di Latisana si è aperta con una serata che ha rimesso al centro una delle pagine più profonde della storia friulana. A inaugurare il cartellone è stato “Orcolat ’76”, spettacolo costruito attorno al ricordo del terremoto del 1976 e accolto da una sala completamente occupata.
L’appuntamento di martedì 20 ottobre ha richiamato il pubblico delle occasioni importanti, confermando quanto il tema della memoria collettiva continui a parlare al territorio. In teatro erano presenti anche il sindaco Lanfranco Sette e Martina Cicuto, assessore comunale alla Cultura e alle Pari opportunità.
Un debutto che guarda alla storia del Friuli
La scelta di aprire la programmazione con un lavoro dedicato ai cinquant’anni dal sisma non è stata casuale. Sul palco ha preso forma un intreccio di parole e musica capace di restituire non solo la ferita lasciata da quei giorni, ma anche la capacità delle comunità friulane di reagire e ricostruire.
Il racconto teatrale ha così assunto un valore che va oltre la scena: non semplice rievocazione, ma occasione per riportare dentro il presente una vicenda che appartiene all’identità del Friuli.
Uno spettacolo pensato per chi c’era e per chi è venuto dopo
“Orcolat ’76” ha messo insieme registri diversi in una narrazione corale, con l’obiettivo di raggiungere pubblici differenti. Da una parte chi porta ancora un ricordo diretto del terremoto, dall’altra le generazioni più giovani, che quel passaggio storico possono incontrarlo attraverso testimonianze, linguaggi artistici e momenti condivisi.
Martina Cicuto ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando la capacità dello spettacolo di parlare sia a chi ha vissuto quei giorni sia a chi ne ha conoscenza soltanto attraverso i racconti. Un ponte tra età diverse, costruito partendo da una memoria comune.
In queste settimane il terremoto del 1976 sta tornando al centro di diverse iniziative culturali in Friuli, tra appuntamenti teatrali e percorsi espositivi. Anche la serata di Latisana si inserisce in questo quadro più ampio di riflessione pubblica.
La risposta del pubblico all’avvio della stagione
Per l’Odeon, il tutto esaurito ha rappresentato un segnale netto fin dalla prima data. La partecipazione registrata all’apertura suggerisce un interesse vivo verso una proposta culturale che unisce qualità artistica e temi radicati nella storia locale.
Secondo l’assessore, vedere il teatro pieno è stato il riscontro più immediato e significativo per l’avvio della nuova stagione. L’obiettivo dell’amministrazione resta quello di consolidare il rapporto con il pubblico abituale e, allo stesso tempo, avvicinare nuovi spettatori alla sala latisanese.
Il teatro come luogo di comunità
Nelle parole di Cicuto, l’apertura del cartellone assume un significato che va oltre il singolo evento. Il teatro viene indicato come uno spazio in cui una comunità può ritrovarsi, riconoscersi e confrontarsi attraverso emozioni, domande e visioni differenti.
Proprio per questo la scelta di partire da “Orcolat ’76” viene letta come un invito a trasformare il ricordo di una prova durissima in un momento di incontro tra persone e generazioni, dentro uno dei luoghi culturali di riferimento per Latisana.
La serata inaugurale ha mostrato come il linguaggio artistico possa dare nuova voce alla memoria friulana, rendendola partecipata e vicina. Per l’Odeon, il percorso della stagione comincia così con un messaggio preciso: tenere aperta la sala a chi la frequenta da tempo e a chi decide di entrarvi per la prima volta, magari proprio a partire da storie che appartengono a tutto il territorio.