Judrio, dubbi sul cantiere e sugli effetti a valle: interrogazione in Regione dopo il sopralluogo
Laura Fasiolo porta in Aula le segnalazioni raccolte tra Giassicco, Visinale e Molino Nuovo e chiede verifiche sull’impatto idraulico fino a Versa.
Le comunità che vivono lungo lo Judrio aspettano da anni opere utili a ridurre le criticità del corso d’acqua, ma proprio per questo chiedono che ogni intervento venga spiegato e verificato con attenzione. È da questa preoccupazione, emersa dopo una visita nei punti interessati dal cantiere, che nasce l’interrogazione presentata in Regione dalla consigliera Laura Fasiolo.
Il tema riguarda da vicino l’area compresa tra Giassicco, Visinale e Molino Nuovo, dove nei giorni scorsi sono stati raccolti rilievi e osservazioni sullo stato dei lavori. Al centro della richiesta politica c’è soprattutto un punto: capire se le modifiche in atto lungo l’alveo possano avere conseguenze per i centri abitati situati più a valle.
Le preoccupazioni per Versa
Tra i paesi citati c’è Versa, che porta ancora il segno dell’alluvione del novembre 2025. Secondo Fasiolo, chi vive in quella zona deve avere garanzie sul fatto che il cantiere non produca un aggravamento del rischio idraulico, neppure in una fase temporanea dei lavori.
Nell’interrogazione la consigliera chiede infatti di chiarire quali effetti possano derivare dalle trasformazioni dell’alveo sulla corsa delle piene e sui tempi di allerta per la popolazione. Un passaggio che, per il territorio, assume un peso concreto soprattutto in vista di eventuali precipitazioni intense prima della conclusione dell’opera.
Cosa è stato segnalato nel tratto interessato
Le osservazioni riguardano il segmento tra il ponte di Visinale e quello di Molino Nuovo. In quell’area, viene ricordato, Legambiente ha segnalato alterazioni della morfologia del letto del fiume, danni a formazioni rocciose e alle vecchie roste, oltre alla presenza di materiale ghiaioso accumulato lungo le rive.
Durante il sopralluogo, riferisce Fasiolo, sarebbero emersi anche altri elementi ritenuti meritevoli di verifica: ghiaia giudicata apparentemente non consolidata sulla sponda sinistra, il timore che il flusso possa essere deviato verso edifici vicini, piante instabili e tronchi tagliati ma non ancora rimossi, sebbene coperti.
Tempi, importo e quadro dell’intervento
I lavori in corso fanno parte del primo stralcio dell’intervento Go/Ils-125. Il finanziamento arriva dalla Direzione centrale Difesa dell’ambiente e l’importo contrattuale indicato è di 826.507 euro.
La consegna del cantiere risale al 20 luglio 2026, mentre la fine dell’intervento è prevista per il 15 aprile 2027. Proprio questa scansione temporale rende centrale, nella richiesta avanzata alla Giunta, la gestione della fase intermedia e delle eventuali misure di prevenzione da adottare fino alla chiusura del cantiere.
Le risposte chieste alla Giunta regionale
Con l’atto ispettivo, Fasiolo domanda in quale disegno complessivo di messa in sicurezza dello Judrio si inserisca questo stralcio, con quali modalità operative e con quali tempi si intenda proseguire lungo il corso d’acqua. Chiede inoltre quali controlli siano stati compiuti sulle criticità già evidenziate sul territorio.
Un altro nodo riguarda il collegamento tra l’opera in corso e lo studio idraulico affidato al professor Nicolini. Per la consigliera, la gestione di un fiume non può essere affrontata per comparti separati: serve un’impostazione condivisa con i Comuni e in raccordo con il Contratto di fiume.
Il punto politico, in sostanza, è tutto qui: i lavori sono considerati necessari, ma le comunità del Friuli orientale chiedono di sapere con precisione che cosa si sta facendo, con quali controlli e con quali garanzie per chi vive lungo lo Judrio e nelle aree a valle.