Isonzo, nuovo allarme acqua: Fasiolo rilancia l’intesa con la Slovenia

La consigliera regionale del Pd chiede alla Regione di arrivare alla commissione italo-slovena del 2026 con una proposta condivisa per il fiume.

13 agosto 2026 19:39
Isonzo, nuovo allarme acqua: Fasiolo rilancia l’intesa con la Slovenia -
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Il calo d’acqua dell’Isonzo riapre in Friuli Venezia Giulia una questione che riguarda da vicino l’area isontina e il rapporto con la vicina Slovenia: come governare in modo unitario un fiume che attraversa il confine e che torna a fare i conti con una fase critica sul piano idrico.

A riportare il tema nel dibattito politico regionale è la consigliera del Pd Laura Fasiolo, che sollecita la Regione a muoversi con maggiore decisione verso una gestione condivisa del corso d’acqua. L’obiettivo indicato è arrivare preparati al prossimo appuntamento della Commissione mista italo-slovena, fissato per settembre 2026.

Un tema che torna centrale nell’Isontino

Per il territorio attraversato dall’Isonzo, la nuova siccità non è letta come un episodio isolato. Fasiolo la inserisce in un quadro più ampio, parlando della seconda crisi grave registrata nell’arco di quattro anni, un elemento che secondo la consigliera rende necessario superare interventi episodici e impostare una linea stabile tra i due Paesi.

La richiesta arriva mentre il fiume torna al centro dell’attenzione per i suoi effetti sull’equilibrio ambientale e per le conseguenze che situazioni di questo tipo possono avere su un’area che con l’Isonzo convive ogni giorno.

La sollecitazione alla Regione

La consigliera regionale ricorda di aver già posto la questione con un’interrogazione depositata nel marzo 2025 insieme al Gruppo ambiente del Pd isontino. In quell’atto veniva chiesto alla Giunta di rafforzare il lavoro sul fronte della cooperazione transfrontaliera e di affrontare con strumenti adeguati il ripetersi dei periodi di scarsità d’acqua.

Secondo Fasiolo, a distanza di molti mesi non sarebbe ancora arrivato un riscontro. Un passaggio che, nella sua lettura, pesa ancora di più ora che il problema si è ripresentato con intensità.

Il piano unico tra Italia e Slovenia

Il punto centrale della proposta riguarda l’impostazione prevista dalla Direttiva Acque 2000/60/Ce. Per i fiumi che interessano più Stati dell’Unione europea, il riferimento è infatti quello di una pianificazione unitaria, non di interventi separati su ciascun lato del confine.

È su questo che Fasiolo insiste: un solo schema di gestione per l’Isonzo, costruito tra Italia e Slovenia, capace di tenere insieme tutela del fiume, salvaguardia dell’ecosistema e risposta a crisi idriche che, secondo il quadro richiamato dalla consigliera, potrebbero diventare sempre più frequenti.

Verso la riunione del 2026

La prossima verifica politica e istituzionale sarà la riunione della Commissione mista italo-slovena prevista a settembre 2026. Fasiolo chiede che quella scadenza non resti formale, ma diventi l’occasione per imprimere una svolta concreta al dossier Isonzo.

Nella sua posizione, il problema non si esaurisce nell’emergenza di queste settimane. Il nodo, piuttosto, è costruire un assetto duraturo per un corso d’acqua condiviso, il cui equilibrio dipende da decisioni coordinate e da una visione comune tra le due sponde del confine.

Per il Friuli Venezia Giulia e in particolare per l’area isontina, il confronto sull’Isonzo torna così a intrecciare ambiente, pianificazione e rapporti transfrontalieri. Il passaggio politico indicato dalla consigliera punta proprio a questo: trasformare una nuova fase di siccità in un banco di prova per una gestione più organica del fiume.

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