Imprese friulane, nuovi aiuti regionali su carburanti e credito: domande al via in ottobre
Pacchetto da 12,3 milioni per le attività più esposte ai rincari: contributi diretti e sostegno ai Confidi per facilitare i finanziamenti.
Per molte attività del Friuli Venezia Giulia l’autunno porterà una nuova finestra di sostegno economico. La Regione ha infatti messo in campo un pacchetto da 12,3 milioni di euro rivolto alle imprese che stanno assorbendo l’aumento dei costi di carburante ed energia, con un doppio binario: ristori diretti e misure per rendere più semplice l’accesso al credito.
La parte più attesa riguarda il nuovo bando sui carburanti, finanziato con circa 9,3 milioni di euro. Le richieste potranno essere presentate dal 6 ottobre al 6 novembre 2026 e serviranno a coprire, almeno in parte, l’incremento della spesa sostenuta nel 2026 rispetto all’anno precedente.
Accanto a questo intervento, la Giunta regionale ha previsto altri 3 milioni destinati ai Confidi. L’obiettivo è alleggerire il peso delle garanzie e delle commissioni per le aziende più in difficoltà, soprattutto quelle che incontrano maggiori ostacoli quando cercano nuova liquidità attraverso il sistema del credito.
Platee più ampie rispetto al primo intervento
Una delle novità principali è l’allargamento dei beneficiari. Se la prima misura si concentrava soprattutto su trasporti e logistica, in questa seconda fase entrano anche altri comparti che in Friuli hanno una presenza diffusa e che negli ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con rincari pesanti.
Tra i settori ammessi figurano l’artigianato, il commercio ambulante, i servizi di vigilanza, il catering, la produzione e post-produzione cinematografica, le attività di pulizia e l’assistenza domiciliare. Restano coinvolte anche realtà già esposte come traslochi, traino e soccorso stradale, servizi postali e corrieri, scuole guida, lavanderie industriali e servizi funerari.
Nel perimetro del bando rientrano inoltre specifici codici Ateco, tra cui lavori di costruzione specializzati, commercio all’ingrosso di combustibili, trasporto mediante condotte, ristorazione mobile e servizi collegati all’assistenza sociale non residenziale per anziani o persone con disabilità.
Come saranno calcolati i contributi
La Regione ha distinto i periodi da confrontare in base alla partecipazione o meno al primo bando. Le imprese che non avevano presentato domanda in precedenza dovranno misurare i maggiori costi nel periodo compreso tra il 1 marzo e il 16 settembre 2026 rispetto allo stesso intervallo del 2025.
Per chi aveva già aderito alla prima misura, invece, il riferimento sarà il tratto successivo, cioè dal 16 giugno al 16 settembre 2026. In ogni caso non verranno considerati aumenti inferiori a 1.000 euro.
Gli importi previsti cambiano a seconda dell’attività. Per agenti e rappresentanti di commercio il tetto è fissato a 1.000 euro. Per taxi, noleggio con conducente, ambulanti e ristorazione mobile il contributo andrà da 1.000 a 3.000 euro. I massimali arrivano fino a 30 mila euro per micro, piccole e medie imprese e fino a 50 mila euro per le grandi aziende.
La seconda linea: sostegno ai finanziamenti aziendali
Il secondo tassello del provvedimento guarda alla tenuta finanziaria delle imprese. I 3 milioni assegnati ai Confidi saranno distribuiti attraverso un bando separato e serviranno a rafforzare le garanzie, abbattendo parte dei costi legati all’ottenimento dei finanziamenti.
Il meccanismo prevede un sostegno più marcato per le imprese con minore merito creditizio, cioè per quelle che hanno più difficoltà ad accedere ai prestiti. I comparti considerati maggiormente esposti agli aumenti energetici restano in particolare costruzioni, trasporti, logistica, ristorazione e assistenza.
Secondo quanto riferito dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, le due delibere nascono dal confronto con le categorie economiche e puntano a intervenire sia sul fronte dei rincari sia su quello della liquidità. Per le imprese friulane interessate, la scadenza da segnare per i ristori carburante è quella del 6 novembre 2026, mentre la misura sui Confidi seguirà un iter distinto con apposito avviso regionale.