A Borgomeduna si apre il mese de “La Scena delle donne”: in scena una nuova Antigone
Spettacolo venerdì 2 ottobre 2026 al Teatro Oratorio di Borgomeduna. Ingresso libero per l’anteprima del festival.
PORDENONE - Sarà venerdì 2 ottobre 2026 l’anteprima della XXII edizione del festival “La Scena delle donne”, che apre il mese della rassegna con lo spettacolo “Ciò che hai da dirmi Antigone” al Teatro Oratorio di Borgomeduna, in via Giambattista Tiepolo 1, a Pordenone. L’appuntamento è alle 20.45 e l’ingresso è libero.
La serata inaugura di fatto il percorso del festival organizzato dalla Compagnia di Arti e Mestieri in Friuli-Venezia Giulia. In scena andrà un adattamento da Sofocle firmato da Antonella Saccarola, con la regia di Agostino Nalon e le interpretazioni di Linda Bobbo e Giovanna Boscarino. La produzione è di Josephine Cre(A)zioni.
Dove e quando vedere lo spettacolo
L’anteprima è fissata per venerdì 2 ottobre alle 20.45 al Teatro Oratorio di Borgomeduna. Per il pubblico si tratta di un appuntamento a ingresso gratuito, inserito nell’avvio della XXII edizione del festival dedicato allo sguardo femminile sulla scena contemporanea.
Per informazioni sono disponibili i contatti della Compagnia di Arti e Mestieri: 0434 40115 e 340 0718557.
L’Antigone riletta da Antonella Saccarola
Lo spettacolo riprende la tragedia di Sofocle riportando al centro una figura che continua a interrogare il presente: Antigone, donna che si oppone al potere e alle leggi dello Stato per affermare libertà e pietà. La rilettura proposta da Antonella Saccarola la fa riapparire nella complessità della sua vicenda, con una voce che racconta direttamente la propria storia.
In questa versione è infatti Antigone a narrare le vicende della sua famiglia, segnata dal responso degli oracoli. Dal suo punto di vista emergono i passaggi più tragici che coinvolgono i familiari, ma anche momenti più intimi e delicati, come quelli nel gineceo con la madre Giocasta e con i fratelli.
Una messinscena tra parola, musica e immagini
La protagonista viene ritrovata accanto a Edipo accecato, vicina alla sorella Ismene e nel gesto di pietà verso il fratello Polinice, fino al compiersi della tragedia che travolge la sua famiglia e che finisce per toccare anche lei. È proprio in questo percorso, secondo l’impianto dello spettacolo, che prende forma quella grandezza destinata a farne una figura memorabile nel tempo.
L’esperienza teatrale è costruita anche attraverso musica immersiva e immagini pensate per sollecitare le emozioni del pubblico e aprire una riflessione su destino, amore e coraggio, intorno a uno dei personaggi femminili dell’antichità più moderni e sovversivi.