Imprese friulane, nuove leve regionali: 20 milioni tra bollette, credito e spinta all’estero
A Udine il punto sugli strumenti per le aziende del territorio: fondi contro i costi energetici, sostegno ai Confidi e accordo Sace-Finest.
Per le aziende friulane il nodo resta sempre lo stesso: energia cara, accesso ai finanziamenti e necessità di stare sui mercati internazionali senza esporsi troppo ai contraccolpi globali. Da Udine arriva ora un pacchetto regionale che mette insieme risorse e strumenti per alleggerire questi fronti, con un valore complessivo indicato in 20 milioni di euro.
Il quadro è stato illustrato dall’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini nel corso dell’incontro ospitato da Confindustria Udine e dedicato ai rischi geopolitici e alle opportunità di crescita oltreconfine. Attorno al tavolo anche Sace, Finest e Friulia, con un confronto centrato sulle esigenze più immediate del sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia.
Le misure che interessano il tessuto produttivo regionale
La parte più rilevante delle risorse riguarda gli interventi varati contro il peso delle bollette: quasi 15 milioni di euro inseriti nel disegno di legge multisettoriale approvato a maggio. Nello stesso ambito rientra anche l’allargamento del bando sul fotovoltaico alle imprese del terziario, scelta che amplia la platea di chi potrà accedere al sostegno.
Un secondo capitolo riguarda il credito. Nell’assestamento previsto a luglio trovano spazio 3 milioni di euro destinati ai Confidi, considerati un passaggio utile per facilitare i finanziamenti alle imprese. Sommando queste voci agli altri strumenti regionali già attivi, la dote complessiva richiamata dalla Regione arriva a 20 milioni.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche il ruolo di soggetti come Friulia, Finest e lo stesso sistema dei Confidi, chiamati ad accompagnare le imprese con garanzie, supporto finanziario e percorsi di crescita sui mercati esteri.
Udine al centro del confronto su export e rischi internazionali
Il convegno ospitato nel capoluogo friulano ha messo a fuoco un tema molto concreto per il territorio: come continuare a esportare e investire in una fase segnata da instabilità internazionale e costi ancora alti. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle piccole e medie imprese, che rappresentano una parte decisiva dell’economia regionale.
Bini ha richiamato i risultati del Friuli Venezia Giulia, evidenziando un andamento economico superiore alla media nazionale e una capacità di export che non si appoggia soltanto alla meccanica, ma a una rete diffusa di imprese presenti sul territorio. Da qui la scelta di rafforzare strumenti pubblici già esistenti per sostenere liquidità e presenza all’estero.
L’accordo Sace-Finest guarda alle aziende del Triveneto
Tra gli esiti operativi emersi a Udine c’è anche la firma di un Memorandum of Understanding tra Sace e Finest. L’intesa punta a consolidare la collaborazione tra i due soggetti e a rendere più agevole per le imprese del Triveneto l’utilizzo di garanzie e soluzioni finanziarie dedicate ai progetti internazionali.
In una fase in cui ogni investimento oltreconfine richiede valutazioni più prudenti, l’obiettivo è offrire alle aziende strumenti più accessibili per affrontare percorsi di espansione sui mercati esteri. Secondo il presidente di Finest Luca Di Benedetto, l’integrazione tra i dispositivi delle due realtà potrà tradursi in maggior facilità nel reperire risorse, condizioni migliori e minore esposizione al rischio.
Il messaggio uscito dall’appuntamento udinese è chiaro: per mantenere competitività non basta reggere l’urto dei rincari, serve anche accompagnare le imprese nelle scelte di sviluppo. Energia, credito ed export restano così i tre assi su cui la Regione intende concentrare il sostegno nei prossimi mesi.