Grignano, cresce la mobilitazione contro il taglio dei pini: raccolte già mille adesioni
A Trieste manifestazione davanti alla Regione e richiesta di fermare il progetto che prevede nuovi parcheggi nell’area del lungomare.
La protesta per i pini di Grignano si allarga e mette insieme numeri che a Trieste pesano: circa 300 persone in piazza davanti alla sede della Regione e mille adesioni raccolte in pochi giorni a sostegno della richiesta di stop agli abbattimenti previsti nell’area.
Al centro della contestazione c’è il progetto che, secondo i promotori, sacrifica gli alberi per fare spazio a un incremento dei parcheggi. La domanda rivolta al presidente Massimiliano Fedriga è netta: sospendere l’intervento e riaprire il confronto, tenendo fede all’impegno indicato nel 2021 sulla tutela delle piante.
Una piazza che chiede di cambiare rotta
Il presidio di lunedì 19 ottobre in Piazza Unità ha riunito cittadini, associazioni e gruppi che da tempo seguono la vicenda di Grignano. La partecipazione, spiegano i promotori, conferma quanto il tema tocchi una parte ampia della città, non soltanto chi vive più da vicino quella zona del litorale.
Gertrud Prugger del Gruppo Riva Massimiliano e Carlotta ha riferito che durante gli interventi pubblici è emerso anche il distacco di alcuni frequentatori storici dell’area, che avrebbero smesso di andare a Grignano dopo la trasformazione della parte nord e temono ora lo stesso esito per il settore sud.
Secondo i comitati, non ci sarebbero motivi legati alla tenuta o alla sicurezza degli alberi tali da giustificarne il taglio. La scelta, sostengono, deriverebbe invece dalla volontà di aumentare i posti auto, senza che sia stato presentato uno studio capace di dimostrare un fabbisogno reale.
La proposta di un controllo costante sul cantiere
Nel corso della manifestazione è stata avanzata anche un’altra idea: organizzare una presenza stabile a Grignano per seguire da vicino l’evoluzione dei lavori. L’obiettivo sarebbe quello di monitorare il cantiere e segnalare tempestivamente eventuali operazioni sulle alberature.
È un passaggio che racconta il clima di forte attenzione attorno alla vicenda. Oltre alla raccolta firme e alla mobilitazione pubblica, i promotori puntano quindi a una sorveglianza diretta del sito, nel timore che i lavori possano accelerare.
Le obiezioni su ambiente e regole europee
Tra le voci intervenute c’è anche quella di Renato Larosa, vicepresidente del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste, che contesta il modo in cui verrebbero richiamate alcune linee guida sul rapporto tra parcheggi e posti barca. A suo giudizio non si tratterebbe di parametri vincolanti, soprattutto per una realtà portuale con una storia già consolidata.
Larosa richiama invece norme e indirizzi, nazionali ed europei, che spingono alla tutela del patrimonio arboreo per il suo ruolo nella mitigazione climatica e nell’adattamento delle città agli effetti del riscaldamento globale. Nel mirino anche il Regolamento Ue sul ripristino della natura, citato come riferimento per la protezione della copertura arborea negli ecosistemi urbani.
La posizione delle associazioni resta quindi ferma: il valore ambientale dei pini, sostengono, non può essere messo in secondo piano rispetto alla creazione di nuovi stalli. Dopo la manifestazione davanti alla Regione, la richiesta che arriva da Trieste è di riaprire il dossier Grignano prima che il progetto produca effetti irreversibili.