Gran Fiume, sul multisala UCI il Comune rassicura: «Non ci sono comunicazioni di chiusura»
A Fiume Veneto la sindaca Jessica Canton risponde in Consiglio alle opposizioni: confronto aperto con proprietà e direzione, nessun atto formale sullo stop dell’attività.
A Fiume Veneto il futuro dell’UCI Cinema al centro commerciale Gran Fiume resta sotto osservazione, ma dal Comune arriva un messaggio netto: allo stato attuale non esiste alcuna comunicazione ufficiale che annunci la chiusura della multisala. A chiarirlo è stata la sindaca Jessica Canton nel corso del Consiglio comunale del 28 aprile.
Il tema è stato portato in aula attraverso un’interrogazione presentata dai gruppi di opposizione Fiume Futura e Fiume Democratico, dopo le preoccupazioni emerse nelle ultime settimane attorno alla sorte della struttura. Un passaggio che ha riportato l’attenzione su un presidio considerato rilevante per l’offerta di servizi e svago del territorio.
Il chiarimento arrivato in Consiglio
Nel suo intervento, la sindaca ha spiegato che i contatti tra l’amministrazione comunale, la proprietà e la direzione del Gran Fiume vanno avanti da circa un anno. In questo arco di tempo, ha riferito, non sarebbe mai stata formalizzata l’ipotesi di una cessazione dell’attività del cinema.
Secondo quanto illustrato in aula, dalle interlocuzioni fin qui avute non sarebbero emersi elementi tali da giustificare un allarme generalizzato, nemmeno nei confronti dei Comuni vicini. Canton ha aggiunto che, proprio per l’assenza di un annuncio formale, non si è reso necessario attivare tavoli sindacali per gli otto lavoratori interessati.
L’amministrazione, ha precisato, continua comunque a seguire la situazione mantenendo aperto il confronto con i soggetti coinvolti. Il richiamo, in questo passaggio, è stato alla necessità di attenersi a informazioni certe e verificate prima di alimentare timori nella comunità locale.
La questione degli orari e il confronto con la Regione
Nel ricostruire la vicenda, Canton ha ricordato anche un passaggio affrontato nel 2025, quando il Comune si era mosso per chiedere alla Regione un parere sulla disciplina degli orari delle attività collocate al piano terra della struttura.
La sindaca ha spiegato di non aver condiviso un’impostazione ritenuta troppo restrittiva da parte dell’allora responsabile di area. Dal confronto con la Regione, ha aggiunto, sarebbe arrivato un riscontro giudicato utile per offrire alla proprietà nuove possibilità operative.
Si tratta di un aspetto che, nelle parole della prima cittadina, si inserisce in una cornice più ampia: quella della continuità di un servizio frequentato e radicato nel sistema territoriale, pur restando nell’ambito di rapporti di natura commerciale tra soggetti privati.
Invito alla cautela sulle indiscrezioni
Un altro punto toccato durante la seduta ha riguardato il modo in cui la vicenda è stata raccontata nelle ultime settimane. Canton ha invitato a non trasformare indiscrezioni o segnali non confermati in certezze, soprattutto quando il rischio è quello di creare allarme tra cittadini e lavoratori.
La sindaca ha richiamato il dovere del Comune di mantenere trasparenza verso la cittadinanza, ma anche la necessità di muoversi con prudenza quando sono in corso interlocuzioni che coinvolgono interessi privati e trattative riservate. Per questo, eventuali aggiornamenti ulteriori saranno diffusi solo nel momento in cui potranno essere resi pubblici senza interferire con il confronto in atto.
Da Palazzo municipale, dunque, la linea resta quella della cautela: nessuna chiusura annunciata, dialogo ancora aperto e attenzione a evitare letture affrettate su una realtà che continua a essere considerata importante per Fiume Veneto e per l’area del Pordenonese.