Gradisca, alla Sala Bergamas parte “Innesti”: tre serate con Laura Marinoni
Dal 4 al 6 novembre il cartellone si apre con “Una madre coraggio_ La errante”, rilettura contemporanea ispirata a Brecht.
La nuova stagione di appuntamenti teatrali alla Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo prende avvio con un nome di primo piano della scena italiana. A inaugurare “Innesti”, rassegna firmata da ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, sarà infatti Laura Marinoni con lo spettacolo “Una madre coraggio_ La errante”.
L’esordio è fissato per mercoledì 4 novembre alle 20.30, con repliche anche giovedì 5 e venerdì 6 allo stesso orario. Per il pubblico del territorio si tratta del primo appuntamento di un percorso che punta su proposte teatrali non convenzionali già a partire dall’apertura di cartellone.
Il debutto della rassegna a Gradisca
Il progetto “Innesti – Connessioni teatrali affatto prevedibili” approda così in Bergamas scegliendo un monologo che intreccia scrittura contemporanea e memoria di un classico del Novecento. La regia è di Gianluca Barbadori, mentre i costumi portano la firma di Gianluca Sbicca.
Il testo è stato scritto da Michele Santeramo a partire da “Madre Courage e i suoi figli” di Bertolt Brecht. La produzione è di ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, che propone lo spettacolo come apertura di una rassegna costruita attorno a relazioni, scarti e incroci teatrali fuori dagli schemi più abituali.
Una figura femminile dentro il presente
Al centro della scena c’è una donna che attraversa la guerra del nostro tempo cercando di restare in piedi. Sopravvive commerciando, tratta ciò che può come merce e trasforma l’incontro con il pubblico in uno scambio diretto, quasi da piazza o da mercato.
Questa protagonista porta con sé durezza, ironia amara e un bisogno di difesa che ha sepolto la tenerezza sotto molti strati di disincanto. Il racconto procede così su un confine scomodo, dove la violenza è costante e la convenienza sembra diventare una lingua obbligata per continuare a vivere.
Lo spettacolo mette anche lo spettatore in una posizione tutt’altro che passiva. La donna in scena cerca infatti qualcuno disposto ad assumersi fino in fondo il peso di una scelta, chiamando in causa il tema della responsabilità e quello, più inquieto, dell’amore come gesto concreto.
Il rapporto diretto con chi guarda
Nel lavoro di Santeramo, il pubblico non resta ai margini della narrazione. L’autore riflette esplicitamente su una drammaturgia capace di considerare chi assiste come parte attiva dell’azione, quasi una presenza interna al meccanismo teatrale e non un semplice osservatore.
È in questa relazione, mediata dall’attrice, che il monologo trova una delle sue chiavi più forti. Chi conosce già la figura di Madre Coraggio potrà riconoscere richiami e distanze; chi invece vi si avvicina per la prima volta incontrerà un personaggio immerso nel presente, segnato da scambi continui, necessità e contraddizioni morali.
La biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio delle rappresentazioni. Per Gradisca d’Isonzo e per il pubblico friulano l’avvio di “Innesti” rappresenta così un primo passaggio significativo della stagione, con un titolo che affida al teatro il compito di interrogare il presente senza scorciatoie.