Gorizia, torna il nodo dei miasmi nell’area Livarna: richiesta una postazione fissa per i controlli

La consigliera regionale Laura Fasiolo giudica insufficiente l’ipotesi di un monitoraggio mobile e sollecita verifiche continue nella zona di confine.

28 ottobre 2026 17:36
Gorizia, torna il nodo dei miasmi nell’area Livarna: richiesta una postazione fissa per i controlli -
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Nel quadrante tra Gorizia e Nova Gorica, dove da tempo i residenti segnalano odori molesti e ricadute di polveri, si riapre il confronto sul sistema di controllo ambientale. Al centro della discussione c’è la richiesta di rafforzare il monitoraggio nell’area legata al caso Livarna - Cestno Podjetje.

A rilanciare il tema è la consigliera regionale Laura Fasiolo, che interviene dopo la risposta dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente a un’interrogazione dedicata proprio alla situazione sul confine. Secondo l’esponente dem, quanto annunciato finora non basta a dare garanzie ai cittadini.

Il punto contestato: una centralina mobile non convince

La perplessità principale riguarda il ricorso a una centralina mobile per rilevare gli odori. Fasiolo sostiene che questa soluzione, anche per le necessità tecniche legate all’alimentazione elettrica e ai lavori ancora da completare, rischi di tradursi in un controllo saltuario, con tempi non immediati.

Il nodo, nella lettura della consigliera, è proprio questo: un sistema itinerante non offrirebbe quella continuità ritenuta necessaria in una zona dove le segnalazioni vanno avanti da tempo e dove i residenti chiedono verifiche stabili, non episodiche.

Una sola stazione fissa e lontana dall’area più segnalata

Fasiolo richiama anche l’assetto attuale delle postazioni di rilevamento. Dopo la soppressione della centralina di Lucinico, osserva, resterebbe una sola stazione fissa collocata verso via Duca d’Aosta, in una parte della città distante dall’area delle Casermette, indicata come uno dei punti in cui si concentrerebbero miasmi e polveri.

Per questo la richiesta è chiara: affiancare agli strumenti mobili una presenza stabile nell’area più esposta, così da raccogliere dati costanti e più aderenti alla situazione denunciata sul territorio.

Le ricadute su una zona vissuta ogni giorno

Nell’intervento della consigliera c’è anche un richiamo al contesto in cui il problema si manifesta. Si parla infatti di polveri ferrose che, oltre al possibile impatto sulla qualità dell’aria, interesserebbero una zona frequentata da sportivi e persone che vi passeggiano abitualmente.

Non solo. L’attenzione si allarga anche al valore agricolo dell’area, nota per produzioni locali di pregio come la rosa di Gorizia e i radicchi. Un elemento che, nel dibattito, rafforza la richiesta di controlli più rigorosi e continuativi.

L’appello alla Regione e al Comune

Fasiolo chiede quindi all’assessore regionale Scoccimarro un confronto con l’assessore comunale all’Ambiente di Gorizia, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione più strutturata. L’idea è quella di superare una risposta limitata ai passaggi occasionali di una centralina mobile e puntare su un presidio fisso.

Il clima, riferisce la consigliera, è di forte irritazione tra i cittadini della zona, che continuano a chiedere risposte concrete. Sul tema dell’inquinamento atmosferico e odorigeno nell’area di confine, il fronte politico torna dunque a premere perché alle segnalazioni seguano strumenti di controllo permanenti e verifiche considerate all’altezza del problema.

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