Gorizia, Sdag rilancia l’autoporto: investimenti, ferrovia e nodo europeo nel piano
Per la consigliera regionale Laura Fasiolo il progetto va oltre la lunetta ferroviaria e punta a consolidare il ruolo logistico goriziano.
Non c’è soltanto la lunetta ferroviaria al centro del futuro dell’autoporto di Gorizia. Nella presentazione del piano industriale di Sdag, il tema emerso con più forza è quello di un rafforzamento complessivo della piattaforma logistica, con interventi che guardano alla competitività del territorio e ai collegamenti con i mercati esteri.
A sottolinearlo è la consigliera regionale Laura Fasiolo, che in una nota ha richiamato la portata più ampia del programma illustrato dalla società. L’impostazione, osserva, punta a dare solidità alla funzione strategica del polo goriziano e a sostenerne la crescita in una fase decisiva per la logistica del Friuli Venezia Giulia.
Un piano che coinvolge imprese e strutture
Tra gli elementi messi in evidenza ci sono investimenti superiori a 15 milioni di euro e il sostegno a 85 aziende presenti nell’area dell’autoporto. Secondo Fasiolo, si tratta di numeri che possono produrre effetti concreti anche per l’indotto locale, oltre a offrire una base per il rinnovamento degli immobili e dei servizi collegati.
Nel giudizio della consigliera, le linee presentate dal presidente Roberto Russo vanno nella direzione di consolidare la missione di Sdag e di aggiornare un’infrastruttura che per Gorizia resta centrale. Il riferimento è sia alla capacità operativa del sito sia alla necessità di adeguare edifici e spazi a esigenze logistiche più moderne.
La posizione di Gorizia e i collegamenti verso Est
Uno dei punti chiave riguarda la collocazione dell’interporto goriziano. Per Fasiolo, il terminal intermodale sulla linea internazionale tra Gorizia e Nova Gorica può diventare una leva importante nei flussi merci verso l’Europa orientale, in raccordo con il sistema portuale dell’Alto Adriatico.
In questa prospettiva, l’area potrebbe rafforzare anche la propria funzione di retroporto regionale per le attività di import-export e per lo stoccaggio, con un’attenzione particolare al comparto alimentare. È su questo terreno che il piano industriale prova a collocare Gorizia in una rete di scambi più ampia rispetto al solo bacino locale.
Ten-T, viabilità e transizione: gli obiettivi indicati
La consigliera indica come passaggio decisivo l’ingresso di Sdag nella rete europea Ten-T, insieme al riconoscimento come nodo di rilievo nazionale. Accanto a questo traguardo istituzionale, richiama una serie di interventi materiali: nuovi capannoni, recupero delle strutture esistenti, sviluppo del terminal intermodale e potenziamento del polo logistico dedicato all’alimentare.
Nel quadro delineato rientrano anche l’aggiornamento della viabilità interna, il miglioramento dei servizi e le opere legate alla transizione ecologica e digitale. L’idea, in sostanza, è che il rilancio non passi da una sola infrastruttura, ma da un insieme coordinato di azioni capaci di rendere più efficiente l’intero sistema.
Fasiolo si dice fiduciosa sulla possibilità di consolidare il profilo internazionale di Gorizia attraverso una gestione integrata delle infrastrutture logistiche, in raccordo con la cabina di regia regionale dei trasporti e della logistica. Nell’auspicio espresso dalla consigliera, per dare piena attuazione al piano serviranno le condizioni amministrative necessarie, compresa una proroga della convenzione con il Comune, così da accompagnare non solo la realizzazione della lunetta ma un rafforzamento più generale del polo logistico goriziano.