Gorizia, prende forma l’idea di un museo dell’acqua nella Palazzina Liberty
La visita dell’assessore regionale Cristina Amirante nel sito di Irisacqua rilancia un progetto culturale dedicato alla storia idrica della città.
Non solo edificio storico da recuperare e valorizzare, ma possibile nuovo spazio culturale per Gorizia. La Palazzina Liberty all’interno del comprensorio di Irisacqua è al centro di un’ipotesi che punta a trasformarla in un museo dell’acqua, con un percorso dedicato alla memoria industriale cittadina e al rapporto tra il territorio goriziano e la sua rete idrica.
L’idea è stata approfondita durante la visita compiuta dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante insieme alla presidente di Irisacqua Giulia Martellos e ai collaboratori della società. Al centro dell’incontro, la possibilità di dare una nuova funzione pubblica a un luogo che custodisce una parte importante della storia tecnica della città.
Un edificio che racconta i servizi moderni di Gorizia
Secondo quanto emerso, la Palazzina Liberty conserva al suo interno macchinari, apparati e testimonianze legate alle tecnologie dei primi decenni del Novecento, quando prendevano forma i servizi urbani essenziali. Non si tratta quindi soltanto di un contenitore architettonico di pregio, ma di uno spazio che permette di leggere l’evoluzione di acqua, gas ed energia nella vita quotidiana di Gorizia.
Amirante ha sottolineato come l’esterno dell’edificio sia già stato oggetto di un recupero che ne ha restituito colori e particolari originari. Il passaggio successivo, nelle intenzioni illustrate durante la visita, sarebbe quello di dare valore anche al patrimonio custodito all’interno, rendendolo accessibile e comprensibile ai cittadini e alle nuove generazioni.
Il legame con l’Isonzo e con il territorio
Nel progetto trova spazio anche una riflessione più ampia sull’acqua come elemento identitario del Goriziano. In questo quadro l’Isonzo assume un ruolo centrale, sia per il suo significato ambientale sia per il peso che ha avuto nella storia e nello sviluppo dell’area.
L’eventuale museo potrebbe quindi affiancare al racconto delle infrastrutture idriche anche una lettura del territorio, mettendo in relazione la crescita della città con le risorse naturali e con le aziende che nel tempo hanno gestito i servizi destinati alla comunità.
Sale espositive, multimedialità e didattica
La proposta presentata prevede un itinerario dedicato alla storia di Gorizia attraverso il tema dell’acqua: dalla raccolta alla distribuzione, passando per l’evoluzione degli impianti e per la documentazione conservata negli archivi. Uno dei punti qualificanti riguarda anche l’educazione al consumo consapevole e al risparmio idrico.
Accanto alla parte storica, la brochure progettuale immagina spazi per esposizioni, installazioni multimediali e una sala conferenze. L’obiettivo sarebbe quello di costruire un luogo capace di parlare sia al pubblico scolastico sia ai visitatori interessati alla storia urbana e industriale della città.
Nelle parole dell’assessore regionale, la nascita di un museo dell’acqua rappresenterebbe un ulteriore arricchimento per il patrimonio culturale goriziano. Un progetto che unirebbe memoria, divulgazione e identità locale, mettendo al centro una risorsa essenziale che accompagna ogni giorno la vita della città.