A Gorizia l’abitare inclusivo entra nel progetto della città: confronto tra ateneo, cooperative e famiglie

All’oratorio di via Campagnuzza una mattinata di lavoro su case, spazi comuni e soluzioni pensate per persone fragili e disabilità.

29 maggio 2026 16:37
A Gorizia l’abitare inclusivo entra nel progetto della città: confronto tra ateneo, cooperative e famiglie -
Condividi

Non si è parlato soltanto di edilizia o di servizi, ma di come gli spazi quotidiani possano incidere in modo diretto sull’autonomia delle persone. A Gorizia, all’Oratorio parrocchiale di via Campagnuzza, la giornata di studi “Ambienti che sostengono la qualità della vita” ha riportato al centro un tema molto concreto per il territorio: costruire forme di abitare più accessibili, partecipate e realmente inclusive.

L’appuntamento del 29 maggio 2026 ha riunito cooperative sociali, Università degli Studi di Trieste, famiglie, operatori, servizi locali e persone con disabilità. Il filo conduttore della mattinata è stato chiaro: capire in che modo appartamenti, aree comuni e spazi esterni possano favorire benessere e relazioni, invece di aggiungere difficoltà a chi vive condizioni di fragilità.

Per Gorizia non si è trattato di un confronto isolato. L’iniziativa rappresenta infatti il secondo passaggio di un percorso condiviso dal Consorzio Il Mosaico e dall’ateneo triestino, dopo il precedente incontro del 25 maggio ospitato nell’Aula Magna di via Alviano. Un lavoro che si muove con il patrocinio del Comune e che punta a mettere in relazione progettazione, welfare e bisogni reali della comunità.

Un percorso già avviato sul territorio

Nel corso della giornata è emerso anche un dato che riguarda da vicino l’area isontina: il Comune di Gorizia ha già attive co-progettazioni con il Consorzio Il Mosaico proprio sul versante dell’abitare inclusivo, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili e alla popolazione anziana.

Questo aspetto ha dato al confronto un taglio operativo, non solo teorico. Il lavoro impostato tra enti, terzo settore e servizi locali punta infatti a tradurre la riflessione in modelli abitativi capaci di rispondere alle necessità delle famiglie e di chi ha bisogno di ambienti più adatti alla vita quotidiana.

Dagli studi universitari alle proposte per Gorizia

L’iniziativa è stata organizzata dal Corso di Laurea in Architettura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste insieme al Consorzio di Cooperative Sociali Il Mosaico. Ad aprire i lavori è stata la professoressa Giuseppina Scavuzzo, coordinatrice del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura e degli Interni, affiancata poi dai saluti dell’assessore comunale al welfare Silvana Romano e di Mauro Perissini, presidente della cooperativa sociale La Cisile, socio ed ex presidente del Consorzio.

La prima parte della mattinata ha affrontato il rapporto tra progetto e benessere abitativo. Scavuzzo e Martina Di Prisco hanno illustrato le esperienze Senshome e Besenshome, sviluppate attraverso mock-up e co-design, mentre Nicla Indrigo ha approfondito il ruolo degli ambienti protesici e delle tecnologie abilitanti nella qualità della vita.

Uno dei passaggi più seguiti ha riguardato il lavoro degli studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura e degli Interni, coordinato da Scavuzzo con Paola Limoncin e Alex Ferletti. Gli elaborati presentati hanno immaginato un condominio solidale a Gorizia, con alloggi e spazi aperti pensati in chiave comunitaria dopo un percorso di analisi e osservazione sul campo.

Gorizia, confronto sull’abitare inclusivo tra università, cooperative e famiglie
Gorizia, confronto sull’abitare inclusivo tra università, cooperative e famiglie

La voce di famiglie, operatori e utenti

Nella seconda parte dell’incontro, Paola Limoncin ha introdotto le attività di co-progettazione partecipata prendendo spunto dall’esperienza del Giardino terapeutico di Trieste. Da lì il confronto si è spostato su un piano ancora più concreto, con il momento intitolato “Casa mia, casa mia…”, costruito assieme agli organizzatori del Consorzio Il Mosaico.

Al tavolo hanno preso parte anche il Comune di Gorizia, gli Ambiti Territoriali isontini, l’ATER, familiari, fruitori dei servizi, operatori e realtà del Terzo Settore. Il tratto distintivo della giornata è stato proprio questo: non un dibattito riservato agli addetti ai lavori, ma uno spazio in cui le esperienze dirette dell’abitare hanno trovato ascolto e peso nella discussione.

Le testimonianze hanno riportato il tema alla sua dimensione più concreta: la disposizione di una casa, l’accessibilità di un corridoio, la funzione di un cortile o di un giardino possono incidere sulla possibilità di vivere con maggiore autonomia, sicurezza e qualità delle relazioni.

Le prossime tappe del lavoro condiviso

Il confronto di Gorizia si inserisce in un itinerario più ampio di ricerca applicata che mette in collegamento università, servizi sociali e comunità locale. L’obiettivo è arrivare a soluzioni abitative capaci di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie partendo da esperienze osservate e condivise sul territorio.

A sintetizzare il senso dell’iniziativa è stato Mauro Perissini: “Quando si uniscono saperi e competenze diversi – ma aperti alla collaborazione concreta – e un forte radicamento comunitario che aiuta a conoscere bisogni e valorizzare risorse, allora si possono realizzare percorsi importanti di benessere e reale progresso inclusivo delle persone”. I contenuti emersi durante la mattinata saranno ora utilizzati come base per le prossime fasi progettuali del Consorzio Il Mosaico.

Segui Prima Friuli