Pordenone, Giuseppe Cederna al Verdi con "I miei stupidi intenti": doppia serata il 29 e 30 aprile

Al Teatro Verdi arriva l’allestimento di VicoQuartoMazzini tratto dal romanzo di Bernardo Zannoni, in programma in esclusiva nel Nordest.

28 aprile 2026 16:28
Pordenone, Giuseppe Cederna al Verdi con "I miei stupidi intenti": doppia serata il 29 e 30 aprile -
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Due serate al Teatro Verdi di Pordenone per uno dei titoli più attesi della stagione: mercoledì 29 e giovedì 30 aprile, entrambe alle 20.30, va in scena "I miei stupidi intenti", spettacolo di VicoQuartoMazzini con Giuseppe Cederna. L’appuntamento pordenonese rappresenta l’unica tappa prevista nel Nordest.

La produzione arriva in città dopo il debutto a Lugano e le prime date nei teatri italiani, portando sul palco una rilettura teatrale del romanzo di Bernardo Zannoni, vincitore del Premio Campiello 2022. Un testo che ha ottenuto attenzione anche fuori dall’Italia, con traduzioni in Europa e negli Stati Uniti.

Dal libro premiato alla scena

L’adattamento prende forma dall’omonimo romanzo firmato da Zannoni e sviluppa in teatro il percorso di Archy, giovane faina al centro della vicenda. È un personaggio che prova a oltrepassare i confini della propria natura animale, inseguendo domande radicali sul senso dell’esistenza e su Dio.

La sua storia comincia in una condizione di fragilità: zoppa, ceduta dalla madre e acquistata da una vecchia volpe usuraia, Archy entra in contatto con la parola scritta grazie a un enigmatico libro sacro. Da quel momento si apre un cammino segnato dal confronto con il tempo, con la memoria, con la morte e con il bisogno di capire.

In scena prende corpo una sorta di favola oscura, dove il racconto si intreccia a interrogativi filosofici. Il confine tra istinto e coscienza, la possibilità di emanciparsi dalla propria parte più feroce, la ricerca di una verità possibile: sono questi i nuclei che attraversano l’opera.

La firma di VicoQuartoMazzini e il cast

L’ideazione e la regia sono di Michele Altamura e Gabriele Paolocà, fondatori di VicoQuartoMazzini, che leggono l’universo narrativo di Zannoni come una materia insieme antica e contemporanea. Il loro lavoro si inserisce in un percorso che guarda alla letteratura italiana recente come terreno da portare a teatro con linguaggi non convenzionali.

Accanto a Giuseppe Cederna, sul palco ci saranno gli stessi Altamura e Paolocà, insieme a Leonardo Capuano, Jonathan Lazzini e Arianna Scommegna. Le scene portano la firma di Daniele Spanò, le luci sono curate da Giulia Pastore, mentre le musiche originali sono di Demetrio Castellucci.

La produzione è del LAC Lugano, in coproduzione con Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Piccolo Teatro di Milano Teatro, Stabile dell’Umbria e Teatro Nazionale di Genova. Per la compagnia, questo titolo prosegue un dialogo già avviato con la narrativa contemporanea, dopo "La ferocia" tratta da Nicola Lagioia, lavoro premiato con quattro Ubu.

Nel nuovo allestimento torna centrale una domanda che accompagna tutta la narrazione: il desiderio, ostinato e inquieto, di diventare altro da sé. È attorno a questo slancio che si costruisce uno spettacolo capace di tenere insieme racconto, immaginazione e riflessione.

Per le due serate pordenonesi, il Caffè Licinio del teatro aprirà dalle 19 con aperitivo e buffet prima dell’inizio dello spettacolo, offrendo al pubblico un momento di attesa in più prima dell’ingresso in sala.

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