Giovani artisti e identità contemporanea: a Pordenone torna “Pratiche di Riappropriazione”
A Palazzo Gregoris la sesta edizione della rassegna APID: tredici under 35 in mostra fino all’8 novembre con ingresso gratuito.
Nel centro di Pordenone prende forma un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea giovane. Negli spazi di Palazzo Gregoris è visitabile la sesta edizione di “Pratiche di Riappropriazione”, progetto del collettivo APID - Artisti per il Domani, che mette al centro il tema dell’identità e del modo in cui oggi viene costruita, difesa o rimessa in discussione.
L’esposizione ha aperto i battenti sabato 10 ottobre e resterà accessibile fino all’8 novembre 2026 nella sede della SOMSI, in Corso Vittorio Emanuele II 44. Per il pubblico l’ingresso è gratuito, un elemento che rende la mostra facilmente fruibile anche da chi vuole inserire una visita in un pomeriggio o nel weekend.
Il progetto riunisce 13 artisti under 35 e sceglie di lavorare non tanto su un’identità già compiuta, quanto sul percorso con cui ciascuno prova a riconquistarla. Una riflessione che attraversa il presente e tocca anche le pressioni dell’omologazione, tra linguaggi sempre più uniformi e modelli che tendono a incasellare esperienze e personalità.
Quando visitare la mostra a Palazzo Gregoris
Per chi programma una visita, gli orari sono distribuiti tra fine settimana e aperture pomeridiane. La mostra è aperta il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica si può entrare dalle 10.30 alle 12.30 e poi ancora dalle 16 alle 19.
La scelta di Palazzo Gregoris conferma anche il ruolo di uno spazio storico del centro cittadino come luogo di incontro tra patrimonio e produzione artistica contemporanea. In questo caso la cornice della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione accoglie una ricerca espressiva rivolta soprattutto alle nuove generazioni.
I nomi presenti in questa edizione
A firmare i lavori esposti sono Federica Cappelletto, Rachele Moretto, Daniela Moruz, Giulia Rinaldi, Laura Vendramin, Jacopo Manzoni, Matteo Moretti, Veronica Villa, Veronica Isaia, Giulia Desogus, Lyan Sarango, Miriam Rita Scotto e Sofia Battan.
Nelle opere il punto di osservazione si concentra sui gesti, sulle scelte e sulle pratiche con cui ogni autore tenta di ritagliarsi un margine autentico dentro il presente. Tra i temi che emergono c’è anche il confronto con l’intelligenza artificiale e con forme di rappresentazione personale spesso semplificate o standardizzate.
APID è attivo dal 2012 e nel tempo ha costruito occasioni espositive, collaborazioni e momenti di visibilità per artisti under 35. L’appuntamento di Pordenone si inserisce in questo percorso e conferma una continuità che in città ha trovato sedi riconoscibili e un rapporto stabile con il tessuto culturale locale.
Il rapporto con il percorso verso il 2027
Il nome del collettivo compare anche nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 attraverso il progetto “ATTIVA PORDENONE”, sviluppato insieme al Comune e a realtà musicali del territorio. L’obiettivo è ampliare la partecipazione giovanile nel settore creativo e culturale.
Tra le azioni previste ci sono momenti di confronto tra ragazzi, operatori e istituzioni, una raccolta di proposte e la nascita di un comitato consultivo giovanile. L’idea è trasformare i contributi raccolti in percorsi di co-progettazione legati a mostre, concerti, eventi e iniziative costruite con il coinvolgimento diretto dei partecipanti.
L’assessore alla Cultura Alberto Parigi ha richiamato la continuità del rapporto tra il Comune e APID, sottolineando che non si tratta di un’esperienza isolata ma di una collaborazione consolidata. In questo quadro, la mostra di Palazzo Gregoris si inserisce come un tassello concreto della presenza dei giovani nella vita culturale pordenonese.
Per chi in questi giorni cerca una proposta culturale in Friuli occidentale, “Pratiche di Riappropriazione” offre un’occasione accessibile e centrata sui linguaggi del presente. La rassegna resterà aperta fino all’8 novembre, con ingresso libero, nel cuore della città.