Un giovane di Udine accanto a Steve McCurry: il percorso di Aran Cosentino passa da Venezia
Dal festival veneziano ai riconoscimenti dei grandi nomi della fotografia: il 23enne friulano Aran Cosentino si fa spazio sulla scena internazionale.
Da Udine a Venezia, con uno sguardo già proiettato oltre i confini regionali. Tra i nomi friulani che si stanno facendo notare nel mondo della fotografia c’è quello di Aran Cosentino, 23 anni, protagonista nei giorni scorsi di un’esperienza di rilievo al Venezia International Photo Festival, dove ha lavorato a stretto contatto con Steve McCurry.
Per il giovane fotografo udinese, la partecipazione all’appuntamento ospitato sull’isola di San Servolo dal 9 al 12 aprile ha rappresentato un passaggio importante. Cosentino è stato infatti scelto per affiancare il celebre autore americano durante il workshop dedicato alla street photography, entrando così nel vivo di uno dei momenti più seguiti della manifestazione.
Nel corso del festival, però, il suo ruolo non si è fermato all’assistenza. McCurry, firma mondiale dell’immagine contemporanea e autore della celebre “Ragazza afghana”, ha anche realizzato alcuni ritratti dello stesso Cosentino tra le calli veneziane, utilizzando una Leica SL3 e un iPhone 17 Pro Max.
Formazione tra Venezia e Bologna
Il percorso di Aran Cosentino parte dal Friuli ma si è sviluppato attraverso studi mirati nel campo artistico e fotografico. Si è diplomato con lode in Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel febbraio dello scorso anno e oggi sta proseguendo la propria specializzazione in Fotografia a Bologna.
Una crescita costruita passo dopo passo, che lo ha già portato a lavorare accanto a professionisti di primo piano. Prima dell’esperienza con McCurry, Cosentino aveva infatti collaborato come assistente con Arthur Hubert Legrand, Reza Deghati e Stefan Rappo, consolidando una presenza sempre più credibile in contesti di alto profilo.
L’apprezzamento di Roger Ballen
Al festival veneziano è arrivato anche un altro riscontro significativo. Roger Ballen, tra i fotografi più noti a livello internazionale presenti alla rassegna, ha avuto modo di osservare il lavoro di Cosentino, soffermandosi in particolare sulla serie “Viaggio nell’oscurità dell’inconscio”.
Secondo quanto emerso, Ballen ha espresso un giudizio positivo sulla ricerca del giovane friulano, incoraggiandolo a proseguire nel suo percorso di indagine psicologica attraverso la fotografia. Un riconoscimento che aggiunge peso a un cammino già segnato da incontri importanti e da una direzione artistica ben definita.
Il legame con il Friuli resta centrale
Nonostante le occasioni maturate fuori regione, Cosentino continua a rivendicare con convinzione il rapporto con la sua terra. Nelle sue parole, il Friuli resta un punto di riferimento umano e caratteriale, un’origine che accompagna anche le esperienze vissute sui palcoscenici più prestigiosi.
"Porto sempre con me la tenacia e la determinazione della mia terra, il Friuli", ha dichiarato il fotografo. Per Cosentino, aver ricoperto sia il ruolo di assistente sia quello di soggetto ritratto da Steve McCurry è la prova concreta di quanto studio e passione possano aprire strade importanti.
Lo stesso giovane autore ha voluto dedicare questo traguardo alla famiglia e a tutte le persone che, in Friuli e fuori dall’Italia, hanno creduto nel suo percorso. Un passaggio che conferma come, anche partendo da una realtà locale, sia possibile costruire un profilo capace di farsi notare a livello internazionale.
Per Udine e per il Friuli, la storia di Aran Cosentino è anche il segnale di una nuova generazione di artisti che si muove con competenza, ambizione e radici ben salde. Un talento emergente che, senza perdere il legame con casa, sta guadagnando spazio nel panorama fotografico contemporaneo.