Gemona rilancia memoria e territorio: pedalata in e-bike nei paesi del sisma
Da Gemona un itinerario di 60 chilometri tra i centri della ricostruzione friulana, nel percorso che unisce anniversario del 1976 e vetrina del Giro 2026.
Non una semplice uscita in bicicletta, ma un percorso pensato per rileggere una parte decisiva della storia friulana. A Gemona del Friuli si è svolta la quarta edizione di “Together for Gemona”, iniziativa che ha portato i partecipanti lungo 60 chilometri tra alcuni dei centri più legati alla ferita del terremoto del 1976 e alla successiva rinascita del territorio.
L’appuntamento rientra nel calendario di avvicinamento al Giro d’Italia 2026 e si intreccia con il cinquantesimo anniversario del sisma. Il taglio scelto dagli organizzatori mette insieme ricordo, mobilità dolce e valorizzazione dei paesi friulani che, dopo la tragedia, hanno ricostruito identità e tessuto sociale.
Alla partenza era presente anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato il significato del passaggio nei luoghi dell’Orcolat: un modo per tenere viva la memoria collettiva e, allo stesso tempo, proporre una lettura attuale del Friuli attraverso il turismo lento.
Un anello tra Gemona e i centri simbolo della ricostruzione
L’itinerario ha preso il via da Gemona del Friuli e ha attraversato Venzone, Trasaghis, Cornino, Cimano, Majano e Buja. Ad accompagnare il gruppo lungo il tracciato c’era la Motostaffetta friulana, impegnata nel supporto alla manifestazione.
La scelta delle e-bike ha dato all’iniziativa un carattere più aperto e inclusivo. Il motto dell’edizione 2026, “Memoria, Natura e Sostenibilità”, va proprio in questa direzione: rendere il percorso accessibile anche a chi non ha una preparazione ciclistica specifica, permettendo a più persone di entrare in contatto con il paesaggio e con i luoghi della ricostruzione.
Durante la giornata è stata segnalata anche la presenza di Giorgio Di Centa, in un contesto che ha unito dimensione istituzionale, sportiva e promozione del territorio.
La bicicletta come occasione per far conoscere il Friuli
Nel corso dell’iniziativa è stato sottolineato il legame tra eventi sportivi e ricadute locali. La bicicletta, in questa chiave, viene vista non soltanto come pratica agonistica o ricreativa, ma come strumento capace di portare visitatori nei paesi, sostenendo attività economiche e ospitalità lungo le strade friulane.
Il riferimento al Giro d’Italia 2026 rafforza questa lettura: la pedalata di Gemona si inserisce infatti in una cornice più ampia di promozione regionale, dove il racconto del territorio passa anche attraverso esperienze dirette, lente e diffuse, lontane dai soli grandi eventi ma collegate alla loro visibilità.
Zilli ha rivolto un ringraziamento a PromoturismoFVG e agli organizzatori coinvolti, citando Enzo Cussigh, Andrea Cainero, Luca Tosolini, Paolo Urbani per il comitato regionale del Giro d’Italia e il sindaco di Gemona Roberto Revelant, presente in sella durante la manifestazione.
L’arrivo al santuario e il ricordo di Enzo Cainero
La conclusione della pedalata è avvenuta al Santuario di Sant’Antonio, a Gemona, dove per i partecipanti era stato predisposto un momento di ristoro. La chiusura ha mantenuto il segno dell’intera giornata: un’iniziativa costruita non solo attorno al percorso sportivo, ma anche al valore simbolico dei luoghi attraversati.
In quell’occasione è stato ricordato Enzo Cainero, figura considerata centrale nella capacità di legare sport, promozione del Friuli e valorizzazione delle sue eccellenze. Un richiamo coerente con lo spirito dell’evento, che da Gemona ha voluto rilanciare un messaggio preciso: la memoria della ricostruzione può ancora diventare occasione di incontro, racconto e presenza sul territorio.