A Gemona il Friuli della memoria: il 6 maggio tra corone, bandiere e il ricordo dei 29 militari
Nel cinquantesimo anniversario del sisma, la città ha dedicato la mattinata a vittime e soccorritori. Presente anche l’assessore regionale Barbara Zilli.
Gemona ha scandito il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976 con una mattinata di commemorazioni che ha rimesso al centro i nomi, i simboli e i luoghi di una ferita ancora viva nella memoria friulana. Il percorso del ricordo ha unito cittadini, istituzioni e associazioni attorno alle vittime del sisma e a chi, in quelle ore drammatiche, portò aiuto.
Tra le presenze istituzionali c’era l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenuta ai primi appuntamenti in programma in città. La giornata ha toccato alcuni dei punti più significativi di Gemona, seguendo un itinerario pensato per restituire il senso collettivo di quella data.
Il passaggio alla caserma e il pensiero per i giovani soldati
Uno dei momenti più intensi si è svolto alla caserma Goi-Pantanali, dove è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime in armi morte dopo il terremoto. In quell’occasione sono stati ricordati in particolare i 29 giovani militari che persero la vita la sera del 6 maggio 1976.
La scelta di includere anche questo luogo nel programma ha ribadito come il ricordo del sisma non riguardi soltanto le distruzioni materiali, ma anche le tante storie individuali spezzate in poche ore. Per Gemona e per tutto il Friuli, quei nomi restano parte integrante della memoria pubblica.
Gli omaggi ad Alpini e Vigili del fuoco
La mattinata era iniziata nella sede dell’Associazione nazionale alpini di Gemona, in via Scugjelars, con la deposizione di una corona al cippo dedicato agli Alpini morti durante il terremoto. Un gesto sobrio, ma dal forte valore simbolico, in un luogo che per molte famiglie friulane richiama servizio, vicinanza e presenza nelle emergenze.
Successivamente si è tenuto l’alzabandiera, accompagnato da un ulteriore omaggio al monumento che ricorda le vittime del sisma e il lavoro svolto dai Vigili del fuoco. Il monumento si trova davanti agli istituti scolastici e rappresenta uno dei punti cittadini in cui la memoria del 1976 continua a parlare anche alle generazioni più giovani.
Nel corso degli interventi è stato richiamato il ruolo avuto dagli Alpini nei giorni dell’emergenza, quando furono tra i primi a raggiungere le comunità colpite. Accanto a loro, il ricordo del contributo dei pompieri ha riportato l’attenzione su chi operò senza sosta nel momento più difficile.
Una data che resta centrale per la comunità
Le celebrazioni hanno avuto un tono raccolto e partecipato, nel segno di una memoria che a Gemona non è mai solo formale. Il terremoto del 1976 continua infatti a rappresentare uno spartiacque nella storia locale e nell’identità del Friuli, non soltanto per la distruzione causata, ma per la capacità di rialzarsi dimostrata negli anni successivi.
Nel ricordo delle vittime, di chi perse la casa e di chi intervenne per soccorrere la popolazione, la città ha rinnovato un legame profondo con quella pagina della propria storia. A mezzo secolo di distanza, Gemona continua così a custodire il senso di una ricostruzione che è diventata patrimonio condiviso dell’intero Friuli.