Gemona, Artegna e Osoppo rileggono il sisma attraverso l’arte: apre la mostra “E fu mattina”

Il percorso espositivo per i 50 anni del terremoto coinvolge tre comuni simbolo della ricostruzione e resterà visitabile fino al 24 gennaio 2027.

28 ottobre 2026 20:19
Gemona, Artegna e Osoppo rileggono il sisma attraverso l’arte: apre la mostra “E fu mattina” -
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Non una semplice esposizione, ma un itinerario nella memoria friulana costruito in tre luoghi che più di altri raccontano ferite e rinascita dopo il terremoto del 1976. Da Gemona del Friuli ad Artegna, fino a Osoppo, ha preso avvio la mostra “E fu mattina”, pensata per il cinquantesimo anniversario del sisma.

L’iniziativa è stata inaugurata nel Duomo di Gemona, spazio dal forte valore simbolico per la comunità, perché legato in modo diretto alla stagione della ricostruzione. Il progetto è stato ideato da Illegio - Associazione culturale “Comitato di San Floriano” e affidato alla cura di don Alessio Geretti.

L’esposizione sarà aperta da domani fino al 24 gennaio 2027 e unisce tre centri del territorio che nel dopoterremoto sono diventati emblemi della capacità del Friuli di rialzarsi. La scelta di distribuire il percorso tra più sedi rafforza proprio questa lettura diffusa della memoria.

A Gemona “E fu mattina”, la mostra per i 50 anni del terremoto
A Gemona “E fu mattina”, la mostra per i 50 anni del terremoto

Un percorso tra 16 opere e tre sedi

Il progetto raccoglie sedici lavori di rilievo nazionale e internazionale. Tra questi figura anche la celebre “Guernica” di Picasso, nome di forte richiamo all’interno di un allestimento che mette in dialogo arte e coscienza civile.

La parte più ampia del percorso trova spazio a Palazzo Elti, a Gemona del Friuli, dove sono esposte dodici opere. Al Castello Savorgnan di Artegna ne arrivano tre, mentre a Osoppo la Chiesa di Santa Maria ad Nives ospita un’ulteriore tappa del cammino espositivo.

Ad accompagnare il pubblico saranno sedici giovani del territorio, preparati appositamente per raccontare non solo i contenuti artistici, ma anche il significato storico e civile della ricostruzione friulana alle nuove generazioni.

A Gemona “E fu mattina”, la mostra per i 50 anni del terremoto
A Gemona “E fu mattina”, la mostra per i 50 anni del terremoto

Il significato per il territorio friulano

All’apertura della mostra era presente anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come omaggio a una terra capace di resistere e di trasformare il dolore in responsabilità collettiva. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo del Duomo di Gemona come testimonianza concreta della rinascita seguita al sisma.

Secondo Zilli, il percorso rappresenta insieme ricordo, dignità e fiducia nel futuro, con un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani. L’arte, nelle sue parole, può diventare anche una leva per leggere in modo nuovo le potenzialità del territorio.

Alla presentazione hanno partecipato l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba, la presidente del Comitato di San Floriano Lara Iob e i sindaci dei tre Comuni coinvolti: Roberto Revelant per Gemona del Friuli, Alessandro Marangoni per Artegna e Lorenzo Tiepolo per Osoppo. La realizzazione della mostra nasce dalla collaborazione tra le amministrazioni locali, con il contributo di PrimaCassa - Credito Cooperativo Fvg.

Per il Friuli si tratta così di un appuntamento culturale che non si limita alla commemorazione, ma prova a trasformare il cinquantesimo del terremoto in un racconto condiviso tra comunità, patrimonio artistico e identità locale.

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