Frontiera con la Slovenia, Conficoni rilancia: "Via i controlli interni, servono risorse altrove"

Il consigliere regionale Pd critica la linea del Governo dopo le parole di Piantedosi e chiede di spostare l’attenzione sui confini esterni dell’Unione.

A cura di Web Team Web Team
22 settembre 2026 20:30
Frontiera con la Slovenia, Conficoni rilancia: "Via i controlli interni, servono risorse altrove" -
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Nel dibattito sui valichi tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni torna a chiedere una svolta: archiviare i controlli interni ripristinati negli ultimi anni e concentrare uomini e mezzi su altri fronti della sicurezza.

La presa di posizione arriva mentre il tema confini è rientrato al centro dell'agenda politica dopo l'intervento del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al vertice con i colleghi di Croazia e Slovenia. Un confronto che, nelle scorse settimane, aveva avuto un passaggio anche in Friuli occidentale con l'appuntamento istituzionale ospitato a Pordenone.

Per l'esponente dem, dopo tre anni di sospensione di Schengen sul confine tra i due Paesi, continuare su questa strada significa insistere su una linea sbagliata. La critica è netta: il Governo, secondo Conficoni, starebbe leggendo la questione soprattutto in chiave politica, senza affrontarne il nodo di fondo.

Il punto politico sollevato dal Pd

Conficoni sostiene che la priorità reale debba essere un'altra, cioè il rafforzamento dei confini esterni dell'Unione europea. A suo giudizio, è lì che dovrebbe concentrarsi un'azione efficace, invece di mantenere verifiche su una frontiera interna europea.

Nel suo intervento chiama in causa anche il vicepremier Antonio Tajani e accusa il centrodestra di continuare a usare il dossier frontiere come terreno di propaganda. Da qui la richiesta di chiudere con quella che definisce una speculazione politica e di tornare a una piena libertà di circolazione lungo il confine interno.

La ricaduta sul Friuli Venezia Giulia

Il tema tocca da vicino il territorio regionale, dove il rapporto con la Slovenia ha un peso quotidiano per spostamenti, lavoro e collegamenti. Proprio per questo, la questione dei controlli ai valichi continua ad avere una valenza che va oltre il solo confronto nazionale.

Secondo Conficoni, superare l'attuale sistema permetterebbe anche di liberare personale e risorse da destinare ad altre esigenze. L'idea espressa dal consigliere regionale è che una parte di queste forze possa essere impiegata con maggiore utilità nella sicurezza urbana.

L'affondo del rappresentante Pd arriva dunque in una giornata in cui il ministro è tornato a parlare di sicurezza e confini. La linea proposta da Conficoni è opposta a quella dell'esecutivo: meno attenzione alle barriere interne tra Stati membri e più presidio sui confini esterni europei.

Il confronto resta apertissimo anche in Friuli Venezia Giulia, regione che per posizione geografica vive in modo diretto ogni decisione su Schengen, controlli e gestione dei flussi. Ed è proprio da qui che torna a levarsi la richiesta politica di cambiare impostazione.

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