Il Friuli ritrova Omero Antonutti: tra Udine e Pordenone quattro serate dedicate al grande attore
Cinemazero e Visionario ospitano tra maggio e giugno un percorso in quattro film per rileggere il cinema di Omero Antonutti, volto centrale della cultura friulana.
Il nome di Omero Antonutti torna al centro della programmazione cinematografica friulana con un ciclo di proiezioni che mette in dialogo Udine e Pordenone. Il percorso, dedicato a una delle figure artistiche più riconoscibili del territorio, porterà sullo schermo quattro titoli scelti per raccontarne la presenza tra cinema d’autore, impegno civile e memoria storica.
L’iniziativa, promossa dalla Casa del Cinema di Trieste, farà tappa al Visionario e a Cinemazero nel corso di maggio e nei primi giorni di giugno. La selezione propone opere molto diverse tra loro, ma unite dalla capacità di restituire la forza interpretativa dell’attore friulano in stagioni decisive del cinema italiano.
Un omaggio che attraversa due città
Per il pubblico regionale, la rassegna rappresenta anche l’occasione per rileggere Antonutti dentro un contesto vicino alla sua terra. Non soltanto un tributo, dunque, ma una piccola mappa di personaggi e film che hanno segnato il suo percorso artistico, dal lavoro con i fratelli Taviani fino a opere legate ai temi del confine e della storia nazionale.
Il calendario si divide tra le due sale: a Pordenone gli appuntamenti sono previsti l’11, il 18 e il 25 maggio, mentre a Udine le proiezioni sono fissate il 20, il 27 maggio e il 3 giugno. Un itinerario che coinvolge due dei principali spazi culturali del Friuli in una proposta dal forte valore identitario.
I film dei Taviani al centro del programma
Tra i titoli più attesi c’è "Padre padrone" di Paolo e Vittorio Taviani, in programma l’11 maggio a Cinemazero e il 27 maggio al Visionario. L’opera del 1977, premiata a Cannes con la Palma d’Oro, resta uno dei film che più hanno contribuito a fissare nell’immaginario il talento severo e incisivo di Antonutti.
Nel film interpreta Efisio Ledda, figura paterna rigida e dominante, in un racconto segnato dal confronto tra autorità, tradizione e desiderio di liberazione. La proiezione sarà proposta nel restauro curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale insieme a Istituto Luce-Cinecittà.
Il secondo passaggio dedicato ai Taviani è "La notte di San Lorenzo", previsto il 18 maggio a Pordenone e il 20 maggio a Udine. Anche in questo caso il pubblico vedrà l’edizione restaurata. Il film, premiato nel 1982 con il Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes, riporta sullo schermo una pagina della Resistenza in Toscana nell’estate del 1944.
Qui Antonutti veste i panni di Galvano, il fattore che accompagna un gruppo di civili in fuga dal paese occupato dai nazisti. È un ruolo che mette in risalto una delle qualità più riconoscibili dell’attore: la capacità di dare peso umano e profondità morale a personaggi immersi nella grande storia.
Da Ambrosoli al tema del confine
La rassegna proseguirà il 25 maggio a Cinemazero con "Un eroe borghese" di Michele Placido, tratto dal libro-inchiesta di Corrado Stajano. Il film ricostruisce la vicenda dell’avvocato Giorgio Ambrosoli e il sistema di relazioni e potere che ruotava attorno a Michele Sindona, personaggio interpretato da Antonutti.
La chiusura è affidata al Visionario il 3 giugno con "La frontiera" di Franco Giraldi. L’opera, inserita nella trilogia della frontiera del regista, affronta i temi dell’identità e delle terre di passaggio tra Prima e Seconda Guerra Mondiale, un orizzonte particolarmente significativo anche per la sensibilità culturale del Friuli.
Nel cast compaiono, oltre ad Antonutti, anche Raoul Bova, Marco Leonardi, Vesna Tominac e Claudia Pandolfi. L’insieme dei quattro film compone così un ritratto sfaccettato di un interprete che il Friuli continua a riconoscere come una delle sue voci più autorevoli, capace di attraversare teatro e cinema lasciando un segno profondo.