Friuli, nuovi cantieri contro frane e piene: dalla montagna 4,2 milioni per torrenti e versanti

Interventi già partiti o in avvio tra Moggio Udinese, Chiusaforte, Faedis, Gemona del Friuli e Paluzza per la messa in sicurezza del territorio

03 novembre 2026 15:12
Friuli, nuovi cantieri contro frane e piene: dalla montagna 4,2 milioni per torrenti e versanti -
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La tenuta del territorio montano friulano passa da una nuova tranche di lavori su alvei, sponde e opere di contenimento. La Regione ha destinato 4,2 milioni di euro a una serie di interventi distribuiti in più comuni, con l'obiettivo di ridurre l'esposizione al dissesto idrogeologico e proteggere collegamenti, abitati e infrastrutture.

Il programma riguarda in particolare alcune aree del Friuli dove sono già partiti i primi cantieri, mentre altri sono in fase immediatamente successiva all'affidamento. A illustrare il quadro è stato l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, facendo il punto sulle opere predisposte dalla Direzione centrale attraverso il Servizio sistemazioni idraulico-forestali, irrigazione e bonifica.

Fvg, 4,2 milioni per la difesa dal rischio idrogeologico
Fvg, 4,2 milioni per la difesa dal rischio idrogeologico

Gli interventi già avviati in Alto Friuli

Tra le opere in corso c'è la sistemazione del torrente Aupa, nel territorio comunale di Moggio Udinese. Da oggi prendono invece il via i lavori lungo il torrente Raccolana, a Chiusaforte, altro punto delicato per la gestione delle acque in un'area che conosce bene la fragilità dei versanti e dei corsi montani.

Un ulteriore passaggio operativo è stato compiuto anche a Faedis, dove è stato firmato il contratto con l'impresa incaricata dell'intervento sul torrente Grivò. In località Campeglio le opere previste comprendono il recupero delle sponde interessate da cedimenti, la riprofilatura dell'alveo e la pulizia del corso d'acqua.

Gemona e Carnia tra i prossimi cantieri

Nel pacchetto degli interventi pronti ad aprire rientra anche la manutenzione straordinaria delle opere già esistenti nel bacino montano del torrente Vegliato, a Gemona del Friuli. Si tratta di lavori mirati a rafforzare la funzionalità delle difese già presenti, in un'ottica di prevenzione e continuità manutentiva.

Un altro fronte riguarda il rio Malice, nei territori di Arta Terme e Paluzza. In questo caso è prevista la realizzazione di un sistema per trattenere il trasporto solido e limitare i rischi per le infrastrutture collocate più a valle, insieme all'adeguamento della viabilità di servizio necessaria alle attività operative.

Da dove arrivano le risorse

Lo stanziamento complessivo è coperto dal bilancio regionale e unisce le somme assegnate attraverso il riparto della Cabina di regia per il rischio idrogeologico con risorse proprie della Direzione centrale. L'impostazione scelta punta quindi sia sui cantieri già aperti sia su quelli che possono essere attivati a breve dopo la conclusione delle procedure amministrative.

Zannier ha sottolineato che la prevenzione richiede programmazione e interventi distribuiti nei punti più esposti, intervenendo su torrenti e versanti secondo le necessità rilevate nei diversi territori. Il quadro, per il Friuli montano, è quello di un'azione che mette insieme manutenzione ordinaria e opere più complesse affidate a imprese specializzate.

Il Servizio sistemazioni idraulico-forestali, irrigazione e bonifica lavora infatti anche con una presenza costante sul territorio attraverso 20 squadre di operai impegnate nella cura di torrenti, pendii montani e strade forestali regionali. Quando invece servono lavorazioni tecniche più articolate, gli interventi vengono progettati e appaltati dallo stesso Servizio.

Fvg, 4,2 milioni per la difesa dal rischio idrogeologico
Fvg, 4,2 milioni per la difesa dal rischio idrogeologico

Accanto ai cantieri già elencati, la pianificazione regionale comprende anche altre opere destinate alla Carnia e all'area prealpina pordenonese. Per questi interventi sono in corso le autorizzazioni e la preparazione dei progetti esecutivi, con l'obiettivo di arrivare alle gare d'appalto nel 2027.

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