Friuli, il maltempo si allontana: neve in quota sulle Giulie e fiumi in rientro
Dopo una fase molto intensa, i corsi d’acqua calano, restano alcune chiusure e in montagna la quota bianca può scendere fino a 1.200 metri.
Il passaggio più duro della perturbazione sembra ormai alle spalle, ma il Friuli si sveglia con un quadro che lascia il segno: piogge abbondanti, criticità puntuali sul territorio e un brusco cambio d’aria che riporta la neve sulle montagne.
Nel riepilogo diffuso dalla Protezione civile regionale alle 7 di giovedì 22 ottobre, il dato più evidente è quello delle precipitazioni: a Malga Valine sono caduti 348 millimetri complessivi durante l’evento. Intanto i livelli dei principali corsi d’acqua risultano in discesa e il miglioramento meteo viene indicato a partire dalla tarda mattinata.
Per il Friuli centrale e montano il cambio di scenario si nota soprattutto in quota. Sulle Alpi Giulie, nel corso della mattinata, la neve può portarsi fin verso i 1.200 metri, mentre tra giovedì e venerdì è atteso un sensibile calo delle temperature anche sul resto della regione.
Le situazioni segnalate tra pianura e montagna
Il bilancio dell’evento comprende allagamenti registrati in sette comuni: Aviano, Budoia, Fanna, Meduno, Polcenigo, San Giorgio della Richinvelda e Villa Santina. A Forgaria nel Friuli è stata inoltre segnalata una caduta di massi.
Nelle attività di controllo e ripristino sono stati impegnati circa quaranta volontari dei gruppi comunali di Protezione civile. Il monitoraggio ha riguardato in particolare le aree più esposte alle piogge intense e ai problemi di viabilità emersi con il passaggio del fronte perturbato.
Durante l’evento sono state rilevate anche circa 300 fulminazioni al suolo, un dato che conferma la vivacità del peggioramento che ha interessato il Friuli Venezia Giulia insieme al resto del Nordest.
Idrometri in calo, ma restano alcune limitazioni
Un elemento rassicurante arriva dai fiumi maggiori, rimasti sotto i livelli di guardia per tutta la fase di maltempo. Alcuni corsi d’acqua minori hanno invece oltrepassato le soglie di attenzione, tra cui il Colvera a Maniago, l’Arzino a Ponte Armistizio e il Cosa a Travesio.
Nell’aggiornamento del mattino, però, anche questi valori vengono indicati in diminuzione. È uno dei segnali più attesi dopo ore di forte pressione sul reticolo idrico regionale.
Sul fronte della viabilità, il bollettino richiama la chiusura del guado di Rauscedo sul Meduna e di quello di Murlis tra Cellina e Meduna. A Tolmezzo resta inoltre ricordato il divieto di transito, sia per i veicoli sia per i pedoni, sulla strada tra il cimitero di Fusea e Cazzaso Nuova, misura valida fino alla fine dell’allerta. Nel documento non viene riportata la riapertura di questi collegamenti.
Piogge molto forti sul settore occidentale
I quantitativi maggiori si sono concentrati soprattutto nella fascia montana occidentale, ma il maltempo ha interessato l’intero Friuli con intensità diverse. Oltre ai 348 millimetri di Malga Valine, Piancavallo ha raggiunto i 300 millimetri complessivi, Ca’ Selva Invaso 296, Chievolis 291 e Poffabro 283.
Tra i dati di breve durata spicca Tramonti di Sotto, dove sono stati registrati 62 millimetri in un’ora e 126 in tre ore. Numeri che aiutano a spiegare perché in alcune zone si siano verificati allagamenti e criticità localizzate.
Nel Friuli collinare e di pianura gli accumuli sono risultati inferiori ma comunque significativi. Nella zona FVG-C, ad esempio, Osoppo ha totalizzato 107 millimetri nell’intero evento, mentre Fagagna e Magnano in Riviera si sono fermate a 70 millimetri.
Vento forte e mare mosso durante il peggioramento
La fase perturbata è stata accompagnata anche da raffiche sostenute. Il valore più elevato indicato nel riepilogo è quello di Malga Rest con 87 chilometri orari. Seguono Casera Zoufplan bassa con 77 e Pala d’Altei con 76.
Tra le località del Friuli spiccano Osoppo, con una raffica di 75 chilometri orari nelle prime ore di giovedì, e Gemona del Friuli con 63. A Lauzacco il dato massimo riportato è di 50 chilometri orari.
Per quanto riguarda il mare, al largo di Grado l’altezza media delle onde ha toccato 2,25 metri nella mattinata di mercoledì 21 ottobre, segnale di un peggioramento che ha coinvolto anche la fascia costiera.
Ora aria più fredda e schiarite da ovest
Secondo il quadro meteorologico regionale, il fronte freddo è in spostamento verso i Balcani e lascia spazio a correnti più secche e fredde. Le ultime precipitazioni del mattino dovrebbero concentrarsi soprattutto sul settore orientale, mentre da ovest e dalla Carnia è atteso un graduale miglioramento.
In pianura soffierà ancora vento da nord e sulla costa Bora, con attenuazione nel corso del pomeriggio. Il cambiamento più netto arriverà però nella notte successiva, quando le temperature sono previste in ulteriore diminuzione.
Dopo ore difficili per diverse aree del Friuli, il quadro resta quindi da seguire con prudenza, ma i segnali del rientro ci sono: meno pioggia, corsi d’acqua in calo e il ritorno del freddo sulle montagne come tratto più evidente di questa svolta meteorologica.