Friulano nel servizio pubblico, fondi già previsti ma il progetto Rai resta senza passi avanti

Moretuzzo torna sul dossier aperto in Regione: 1,2 milioni per il triennio 2026-2028 sono a bilancio, ma l’avvio dei servizi informativi non si vede.

24 settembre 2026 15:58
Friulano nel servizio pubblico, fondi già previsti ma il progetto Rai resta senza passi avanti -
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Il nodo non è lo stanziamento, già deciso, ma ciò che manca dopo: un percorso concreto per portare l’informazione in friulano dentro il servizio pubblico. A rimettere il tema al centro del confronto politico regionale è Massimo Moretuzzo, capogruppo di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, che sollecita risposte sui tempi e sulle mosse della Regione.

Al centro della questione ci sono 1,2 milioni di euro complessivi destinati al triennio 2026-2028. Risorse che, nelle intenzioni, dovrebbero sostenere telegiornali, radiogiornali e altri contenuti informativi in lingua friulana, ma che finora non si sono tradotte in un assetto operativo definito con la Rai.

Una dotazione già inserita in legge

La cornice è quella della legge regionale 19/2025, che mette a disposizione 400 mila euro all’anno per tre anni. La norma apre alla possibilità di accordi con emittenti pubbliche e private per attivare servizi di informazione nella lingua del Friuli.

Nel ragionamento richiamato da Moretuzzo rientra anche quanto previsto dal Contratto di Servizio Rai. In particolare, l’articolo 9 indica la necessità di costruire, insieme alle Regioni interessate, un progetto operativo che consenta di applicare le tutele previste per le minoranze linguistiche.

Le critiche sullo stallo della trattativa

Secondo quanto riferito dal consigliere regionale, a quasi dieci mesi dalla decisione sul finanziamento la situazione non avrebbe ancora registrato sviluppi utili. A sostegno di questa lettura cita anche la posizione espressa da Usigrai, dai Cdr della Tgr Friuli-Venezia Giulia e dal fiduciario della redazione di Udine.

Da quella ricostruzione emerge che, nei mesi scorsi, si sarebbe svolto un solo confronto con la delegazione trattante regionale, senza esiti concreti e senza successive tappe di approfondimento. È proprio questo elemento a far parlare di una fase ferma, nonostante le somme siano già state individuate.

Il confronto con le altre lingue tutelate

Per Moretuzzo il ritardo pesa ancora di più se messo accanto a quanto accade in altri contesti linguistici riconosciuti e protetti. Il punto politico, nella sua valutazione, è che il friulano continui ad avere uno spazio inferiore nell’offerta del servizio pubblico rispetto ad altre comunità minoritarie.

Il tema, del resto, non arriva per la prima volta in Consiglio regionale. Lo stesso Moretuzzo ricorda di averlo già sollevato a giugno con un’interrogazione a risposta immediata, evidenziando allora la distanza tra i fondi approvati e l’assenza di passi concreti per attivare i servizi.

Negli anni, aggiunge, sul rafforzamento della presenza pubblica della lingua friulana si sono espressi anche enti locali e realtà rappresentative del territorio. Lo stanziamento votato all’unanimità dal Consiglio regionale viene quindi letto come un indirizzo politico già chiaro, che ora attende di essere tradotto in atti.

Cosa chiede ora alla Giunta

La richiesta rivolta alla Giunta regionale è di chiarire quali iniziative intenda assumere e con quale calendario. Per il capogruppo di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg non sarebbe sufficiente limitarsi a un’interlocuzione formale con i vertici Rai: servirebbe invece un’azione politica più netta per sbloccare il dossier.

Nella sua presa di posizione viene chiamato in causa anche il presidente Massimiliano Fedriga, indicato come riferimento politico chiamato a far seguire allo stanziamento scelte effettive. Sullo sfondo resta una questione che in Friuli tocca non solo l’informazione, ma anche il riconoscimento concreto della lingua nei canali pubblici destinati alla comunità.

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