Forgaria affida a un libro la memoria del sisma: 300 pagine tra ferite, rinascita e volti del 1976
Nel percorso verso i 50 anni del terremoto, presentato a Forgaria il volume “1976-2026”. Durante l’incontro anche la cittadinanza onoraria a Gaetano Fioravante.
A Forgaria nel Friuli il cammino verso il cinquantesimo anniversario del terremoto passa anche dalle pagine di un libro pensato per lasciare una traccia stabile nella memoria collettiva. Si intitola 1976-2026 ed è un volume ampio, oltre 300 pagine, costruito attorno a testimonianze, immagini e materiali d’archivio che ripercorrono il sisma e tutto ciò che venne dopo.
La pubblicazione è stata presentata in paese come uno degli appuntamenti più significativi del programma dedicato ai 50 anni dal terremoto del Friuli. Al centro non c’è solo il racconto dei giorni della devastazione, ma anche il percorso con cui la comunità ha saputo rimettersi in piedi, conservando identità e legami.
Accanto al libro, la cerimonia ha avuto un altro momento dal forte valore simbolico: il conferimento della cittadinanza onoraria a Gaetano Fioravante, ex militare della base Usaf di Aviano, che intervenne a Forgaria nelle ore successive al sisma per aiutare la popolazione.
Un progetto nato dentro la comunità
L’opera è stata promossa dall’associazione Memorie di Forgaria Odv. A curarla è stato il presidente Ivo Iogna Prat, impegnato in un lavoro di raccolta che ha messo insieme molti tasselli della storia locale: ricordi personali, documenti, fotografie e frammenti di vita legati a uno dei passaggi più duri per il territorio.
Il senso del progetto è chiaro: evitare che il tempo consumi il ricordo di quanto accadde nel 1976. Nel volume trovano spazio il dolore per le vittime, i segni lasciati dalle distruzioni e la lunga ricostruzione che ha cambiato il volto del paese senza cancellarne la memoria.
Il peso del 1976 per il Friuli di oggi
Durante la presentazione è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha richiamato l’importanza di continuare a trasmettere questa storia soprattutto alle generazioni più giovani. Il passare degli anni, ha osservato, rende ancora più necessario un lavoro di memoria condivisa.
Nel suo intervento Bordin ha collegato il terremoto alla storia più ampia del Friuli, segnata anche dall’emigrazione e dalla capacità di mantenere vive le proprie radici. In questo quadro il sisma rappresenta una ferita enorme, che resta impressa non solo nei numeri della tragedia ma nella coscienza delle comunità che l’hanno attraversata.
Il presidente del Consiglio regionale ha poi richiamato il cosiddetto modello Friuli, nato nella fase della ricostruzione e ancora oggi indicato come riferimento per concretezza ed efficacia. In quella stagione, ha ricordato, maturarono anche esperienze decisive come la Protezione civile e si rafforzò il ruolo di una rete fatta di volontariato, Chiesa e tante persone accorse in aiuto delle popolazioni colpite.
Forgaria, uno dei paesi più colpiti
Il sindaco Pierluigi Molinoro ha riportato l’attenzione sulla dimensione locale del disastro, ricordando quanto pesante sia stato il conto pagato da Forgaria nel Friuli in termini di danni e di vite perdute. Guardare oggi a ciò che il comune è riuscito a ricostruire, ha sottolineato, significa misurare la forza con cui il territorio ha reagito nel corso dei decenni.
Il tema della memoria, del resto, non riguarda soltanto chi ha vissuto direttamente quei mesi. Iniziative rivolte ai più giovani stanno accompagnando in tutto il Friuli il percorso verso il 2026, con l’obiettivo di far conoscere una vicenda che ha segnato in profondità l’identità regionale.
Il riconoscimento a Gaetano Fioravante
Tra i passaggi più partecipati dell’incontro c’è stata la consegna della cittadinanza onoraria a Gaetano Fioravante. Il riconoscimento è stato assegnato come segno di gratitudine per l’impegno dimostrato nei giorni immediatamente successivi al terremoto, quando portò soccorso a Forgaria in una fase drammatica per il paese.
Alla cerimonia erano presenti anche la consigliera regionale Emanuela Celotti e il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni. La giornata ha così unito memoria storica e riconoscenza pubblica, ribadendo come il ricordo del 1976 resti un patrimonio vivo, da custodire con cura dentro la comunità friulana.
Il volume presentato a Forgaria si inserisce in questo percorso: non una semplice pubblicazione celebrativa, ma uno strumento per tenere insieme passato e presente, e per consegnare alle prossime generazioni il senso di ciò che il paese ha vissuto e saputo ricostruire.