Fiume Veneto, il caso di Gastone arriva in Comune: animalisti chiedono cartelli e incontri pubblici
Dopo le polemiche sull’oca diventata simbolo del paese, Partito Animalista FVG e Animal Pride sollecitano iniziative per la convivenza con gli animali.
La vicenda di Gastone, l’oca che da tempo vive lungo il corso del Fiume a Fiume Veneto ed è conosciuta da molti residenti, si sposta ora sul piano delle richieste all’amministrazione comunale. Al centro non c’è soltanto l’episodio che ha coinvolto una donna caduta dopo essersi spaventata, ma soprattutto il modo in cui il paese può affrontare la presenza di un animale ormai entrato nella quotidianità locale.
Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e Animal Pride Defending hanno infatti deciso di intervenire pubblicamente, sostenendo che da un fatto del genere non debbano nascere reazioni sproporzionate nei confronti dell’animale. Per le due realtà, il comportamento dell’oca rientra in una manifestazione naturale e non può essere letto automaticamente come un segnale di aggressività.
Le richieste rivolte al sindaco
Le associazioni hanno scritto al sindaco di Fiume Veneto chiedendo misure concrete per favorire una convivenza più consapevole. Tra le proposte c’è l’installazione di cartelli informativi nelle aree vicine al fiume, con indicazioni semplici e pratiche: non disturbare l’oca, evitare di darle alimenti inadatti come il pane e tenere i cani al guinzaglio.
Accanto alla cartellonistica, viene chiesta anche un’attività di sensibilizzazione più ampia, con momenti pubblici dedicati al rapporto tra persone e animali, compresi quelli appartenenti alla fauna selvatica o abituati a vivere in prossimità dei centri abitati. Un’impostazione che, spiegano, va nella stessa direzione già indicata dalla LAV di Pordenone.
La posizione degli animalisti sul comportamento dell’oca
Nella presa di posizione firmata dalla portavoce del Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia Irene Giurovich, dal coordinatore regionale Fabio Rabak e dalla presidente di Animal Pride Defending Patrizia Munarin, viene contestata l’idea che aprire le ali equivalga a un gesto ostile. Secondo i firmatari, si tratta di una reazione istintiva, legata alla natura dell’animale.
Le due organizzazioni esprimono dispiacere per la caduta della donna, ma sottolineano che non ci sarebbe stato alcun contatto con l’oca. Da qui la critica verso chi invoca provvedimenti, ritenuti il segno di una scarsa familiarità con il comportamento degli animali e con la presenza della fauna nel territorio.
Gastone e il rapporto tra paese e ambiente
Nel loro intervento, gli animalisti insistono su un punto: Gastone non sarebbe una presenza occasionale, ma un animale che da circa due anni convive in modo stabile con il contesto locale, tanto da essere percepito da molti come una piccola mascotte del paese. Per questo, sostengono, il tema non andrebbe affrontato come un problema di ordine pubblico, bensì come una questione di cultura della convivenza.
Il messaggio lanciato è netto: la paura verso ciò che appartiene al mondo naturale non dovrebbe tradursi in richieste drastiche. Al contrario, secondo Partito Animalista FVG e Animal Pride Defending, serve più conoscenza del territorio e degli animali che lo abitano, per evitare che episodi del genere alimentino tensioni inutili.
La richiesta finale rivolta al Comune è quindi quella di puntare sull’informazione e sull’educazione, nella convinzione che solo una maggiore consapevolezza possa prevenire nuovi contrasti attorno a Gastone e, più in generale, migliorare il rapporto tra comunità e fauna presente a Fiume Veneto.