Fisarmonica protagonista in Friuli: Pordenone rilancia il festival Fadiesis verso il 2027

Da ottobre a dicembre la sedicesima edizione della rassegna intreccia concerti, formazione e collaborazioni tra Pordenone, Gorizia e Trieste.

A cura di Web Team Web Team
06 ottobre 2026 14:44
Fisarmonica protagonista in Friuli: Pordenone rilancia il festival Fadiesis verso il 2027 -
Condividi

Nel cammino che porta Pordenone al 2027, l’autunno culturale della città ritrova uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili: il Fadiesis Accordion Festival, in programma tra ottobre e dicembre 2026 con una sedicesima edizione costruita attorno al tema “Connessi”.

La rassegna, nata nel 2011, torna a mettere al centro la fisarmonica con un progetto che unisce esecuzioni dal vivo, nuova scrittura musicale e relazioni tra realtà artistiche del territorio. Non solo un cartellone di concerti, quindi, ma un percorso che punta a far dialogare città, musicisti e istituzioni culturali.

Il momento più atteso al Verdi

La data già indicata come punto culminante è quella del 16 dicembre 2026 al Teatro Verdi di Pordenone. In quella serata è prevista la prima esecuzione assoluta del Concerto per fisarmonica, archi e percussioni firmato da Remo Anzovino.

A portarlo sul palco sarà Gianni Fassetta con PN3Orchestre dirette da Valter Sivilotti. La produzione coinvolge anche Accademia d’Archi Arrigoni, Accademia Musicale Naonis e Orchestra da Camera di Pordenone, in un lavoro che mette assieme alcune delle esperienze musicali più attive dell’area.

Il progetto rientra tra i 41 sostenuti dal Comune di Pordenone e si inserisce nel programma che accompagna la città verso il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027.

Una rete che supera i confini del capoluogo

Uno degli aspetti più marcati dell’edizione 2026 è la sua dimensione diffusa. Il festival non si ferma infatti al solo capoluogo, ma coinvolge anche altri Comuni della provincia di Pordenone, oltre a Trieste e Gorizia.

Questa impostazione rafforza una traiettoria già avviata negli anni: il Fadiesis Accordion Festival, gemellato con Matera dal 2012, ha progressivamente allargato il proprio raggio d’azione fino ad arrivare anche fuori dall’Italia, con esperienze in Slovenia e in Giappone.

Durante la presentazione del 6 ottobre, l’assessore alla Cultura Alberto Parigi ha richiamato proprio il valore di questa capacità di creare legami, sottolineando il ruolo della manifestazione dentro il sistema culturale cittadino.

Il dialogo culturale tra le città del Friuli Venezia Giulia

Nel contesto regionale, la rassegna assume anche un significato ulteriore. Gli appuntamenti distribuiti tra Pordenone, Gorizia e Trieste si inseriscono infatti in una stagione di collaborazioni che guarda al rapporto tra Gorizia, Capitale europea della Cultura 2025, e Pordenone, attesa nel 2027.

Per Prima Friuli, questo è uno degli elementi più interessanti dell’edizione: il festival diventa un tassello concreto di quella rete culturale che prova a tenere insieme produzioni originali, competenze locali e una visione più ampia del territorio regionale.

Non solo concerti: spazio a studio e nuovi repertori

Accanto agli spettacoli, il festival conferma una linea che negli anni lo ha reso riconoscibile anche tra musicisti e addetti ai lavori. L’obiettivo dichiarato resta quello di valorizzare le possibilità espressive della fisarmonica, offrendo allo stesso tempo occasioni di crescita ai giovani interpreti.

La manifestazione guarda inoltre alla musica contemporanea, sostenendo nuove composizioni per ampliare il repertorio dello strumento. Una scelta che dà continuità al profilo internazionale della rassegna e ne rafforza il carattere di laboratorio culturale, oltre che di appuntamento per il pubblico.

Il calendario accompagnerà dunque tutto l’autunno 2026 fino all’appuntamento conclusivo di dicembre. Per Pordenone e per il Friuli Venezia Giulia, il ritorno del Fadiesis Accordion Festival rappresenta così un nuovo passaggio nel lavoro di costruzione di una proposta culturale radicata nel territorio ma capace di parlare oltre i suoi confini.

Segui Prima Friuli