Fine vita, autodenuncia a Trieste dopo la morte di Lucia: Cappato e volontari in Questura

Dopo la morte in Svizzera della donna triestina di 80 anni, gli attivisti chiedono accertamenti sull’accompagnamento e sui tempi della procedura sanitaria avviata in Fvg.

05 giugno 2026 01:56
Fine vita, autodenuncia a Trieste dopo la morte di Lucia: Cappato e volontari in Questura -
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A Trieste Marco Cappato, Filomena Gallo e i volontari che hanno accompagnato Lucia in Svizzera si sono autodenunciati dopo la morte della donna, avvenuta il 3 giugno, per chiedere verifiche sia sull’aiuto prestato sia sul percorso sanitario avviato con Asugi. La triestina, 80 anni e affetta da una rara malattia neurodegenerativa, aveva presentato domanda nell’agosto 2025, ma la nuova valutazione non si è chiusa con una risposta definitiva in tempo utile.

Nella giornata di oggi Marco Cappato, Filomena Gallo e alcuni volontari che hanno accompagnato la donna in Svizzera hanno depositato in Questura un’autodenuncia. L’obiettivo dichiarato è portare davanti alla magistratura la vicenda dell’80enne triestina, morta il 3 giugno dopo essersi recata all’estero per porre fine alle proprie sofferenze.

Secondo quanto riferito dagli attivisti, la donna era affetta da una patologia neurodegenerativa e aveva chiesto di poter accedere in Italia alla procedura prevista nei casi individuati dalla giurisprudenza costituzionale. Per questo l’esposto non riguarda soltanto chi ha preso parte al viaggio, ma punta a far luce anche sui passaggi compiuti in ambito sanitario.

La richiesta di verifiche sul percorso seguito in regione

All’uscita dagli uffici di polizia, Cappato ha spiegato che l’iniziativa serve a sollecitare un esame sulle eventuali responsabilità connesse al mancato accesso alla procedura nel sistema sanitario regionale. Il punto centrale, nella lettura degli attivisti, è capire se vi siano stati ostacoli o ritardi tali da rendere impossibile una risposta compatibile con l’aggravarsi delle condizioni di Lucia.

La vicenda, secondo la ricostruzione resa pubblica, aveva preso avvio nell’agosto 2025, quando la donna si era rivolta ad Asugi per ottenere la verifica dei requisiti necessari. A un primo diniego sarebbe seguita una nuova valutazione, senza però arrivare a un esito conclusivo. È su questo passaggio che ora viene chiesto un approfondimento della Procura di Trieste.

Chi ha accompagnato Lucia in Svizzera

Con Cappato e Gallo si sono presentati anche i volontari che avrebbero preso parte al trasferimento. Tra i nomi indicati figurano Antonella Lauvergnac e Matteo D’Angelo, segnalati come appartenenti a Soccorso Civile.

Uno dei volontari ha descritto il trasferimento verso la Svizzera come particolarmente gravoso per la donna. Nonostante il peso della malattia, Lucia sarebbe rimasta lucida e ferma nella decisione maturata.

Un tema già aperto in Friuli Venezia Giulia

Il caso richiama i criteri fissati dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, che ha definito il perimetro entro cui il fine vita medicalmente assistito può essere valutato in presenza di specifiche condizioni cliniche e della piena autodeterminazione della persona. Gli attivisti sostengono che Lucia rientrasse in quel quadro e che, non avendo ottenuto una risposta utile in Italia, abbia dovuto scegliere la Svizzera.

A Trieste il tema non è nuovo. Nelle ultime stagioni il dibattito si era già acceso attorno ad altri casi, tra cui quello di Martina Oppelli, e più in generale sul piano regionale con una proposta di legge popolare sostenuta da 8.266 firme. Anche per questo l’esposto presentato oggi assume un peso che va oltre la singola vicenda personale.

Al momento non sono stati comunicati sviluppi immediati sull’iniziativa depositata in Questura. Resta però aperto un nuovo passaggio giudiziario, destinato a riportare al centro del confronto pubblico il rapporto tra diritti del paziente, risposte del servizio sanitario e vuoto normativo che continua a caratterizzare il fine vita in Italia.

Aggiornamento

A Trieste Marco Cappato, Filomena Gallo e i volontari che hanno accompagnato Lucia in Svizzera si sono autodenunciati dopo la morte della donna, avvenuta il 3 giugno, per chiedere verifiche sia sull’aiuto prestato sia sul percorso sanitario avviato con Asugi. La triestina, 80 anni e affetta da una rara malattia neurodegenerativa, aveva presentato domanda nell’agosto 2025, ma la nuova valutazione non si è chiusa con una risposta definitiva in tempo utile.

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