Ferrovie in Friuli Venezia Giulia, focus in Consiglio regionale su cantieri Pnrr e collegamento Trieste-Monfalcone

La consigliera regionale Rosaria Capozzi chiede alla Giunta un quadro aggiornato sui lavori della Venezia-Trieste e sull’ipotesi di un tracciato verso Monfalcone.

A cura di Web Team Web Team
23 ottobre 2026 15:59
Ferrovie in Friuli Venezia Giulia, focus in Consiglio regionale su cantieri Pnrr e collegamento Trieste-Monfalcone -
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Non c’è solo il tema dei cantieri già finanziati lungo la direttrice ferroviaria regionale: nel dibattito politico entra anche il futuro del collegamento tra Trieste e Monfalcone. Su questi due fronti la consigliera regionale Rosaria Capozzi, del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione per ottenere dalla Giunta un quadro preciso su tempi, scelte e risultati.

L’atto punta a fare chiarezza su interventi che riguardano da vicino la mobilità del Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione alla linea Venezia-Trieste e alle opere sostenute anche con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le domande sui lavori già finanziati

Tra i punti sollevati ci sono lo stato delle progettazioni ferroviarie nel tratto compreso tra Trieste Airport, la stazione centrale del capoluogo giuliano e Campo Marzio, oltre all’avanzamento delle opere di potenziamento e velocizzazione della linea Venezia-Trieste.

Secondo quanto richiamato dalla stessa Capozzi, per questi interventi risultano stanziati circa 220 milioni di euro, compresa una quota legata al Pnrr. L’interrogazione chiede quindi se il cronoprogramma sia stato rispettato e quali ricadute concrete si siano già viste sul servizio.

Il nodo delle scadenze Pnrr

Uno dei passaggi centrali riguarda le tempistiche. La consigliera ricorda infatti che le opere coperte da risorse europee avrebbero dovuto chiudersi entro il 30 giugno 2026, termine decisivo anche per la conferma dei finanziamenti.

Per questo la richiesta alla Regione è duplice: verificare se gli interventi siano arrivati a conclusione nei tempi previsti e indicare quali effetti abbiano prodotto in termini di capacità della linea, riduzione dei tempi di percorrenza e qualità complessiva del trasporto ferroviario.

L’ipotesi del collegamento sotto il mare

Accanto ai cantieri già noti, l’interrogazione si sofferma su una prospettiva che ha riacceso l’attenzione sul tratto tra Trieste e Monfalcone: quella di un corridoio ferroviario subacqueo. L’ipotesi compare negli elaborati del progetto di Piano di governo del territorio adottato in via preliminare dalla Giunta regionale con la delibera 1134 del 31 luglio 2026.

Nei documenti richiamati da Capozzi, la Carta di identità territoriale dedicata a Gorizia e Isontino indica un collegamento con partenza nell’area di Campo Marzio e sviluppo fino a Monfalcone. Negli elaborati riferiti a Trieste e al Carso triestino, lo stesso tracciato viene descritto come elemento strategico per rafforzare il ruolo internazionale del capoluogo regionale. In altri atti del Pgt compare anche il riferimento a un collegamento plurimodale, ferroviario e stradale, tra Ronchi, Monfalcone e Trieste.

I dubbi dopo i precedenti sul Carso

La richiesta di chiarimenti nasce anche alla luce dei passaggi già vissuti negli anni su nuovi collegamenti ferroviari nell’area carsica. Capozzi richiama infatti i pareri negativi espressi dalla Commissione tecnica Via del Ministero dell’Ambiente nel 2005 e nel 2016 sui progetti di nuove gallerie ferroviarie tra Ronchi dei Legionari e Trieste.

A questo si aggiungono, sempre secondo quanto riportato nell’interrogazione, le dichiarazioni dell’assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, che avrebbe indicato lo stralcio del tunnel Aurisina-Ronchi e il lavoro di un gruppo di esperti su soluzioni alternative, tra cui il raddoppio dei binari senza nuovi scavi nel Carso.

Cosa chiede ora il Movimento 5 Stelle

Il punto politico, per la consigliera, è capire quale direzione stia seguendo davvero la Regione. Durante la presentazione del Piano di governo del territorio in IV Commissione consiliare, il collegamento tra Trieste e Monfalcone sarebbe stato illustrato come una delle opzioni da sottoporre a valutazione tecnica, senza un richiamo esplicito alla soluzione subacquea.

Per questo l’interrogazione chiede alla Giunta di indicare da dove arrivi questa ipotesi, su quali basi tecniche e progettuali poggi e quale peso abbia nella pianificazione regionale. Un altro tema posto riguarda la compatibilità di questa prospettiva con le valutazioni ambientali già emerse negli anni precedenti.

Il dossier tocca dunque un’infrastruttura che interessa l’intero Friuli Venezia Giulia: da una parte lo stato reale dei lavori sulla Venezia-Trieste, dall’altra le scelte future sul collegamento con Monfalcone. La risposta della Giunta servirà a chiarire se si tratta di semplici scenari di studio o di indirizzi destinati a entrare concretamente nella programmazione regionale.

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