Fedriga a Washington: «Il Modello Friuli dopo il sisma è un esempio internazionale»

Nel 50° anniversario del terremoto del Friuli, lo spettacolo di Cristicchi all’ambasciata italiana celebra ricostruzione e sostegno degli Stati Uniti.

22 aprile 2026 10:25
Fedriga a Washington: «Il Modello Friuli dopo il sisma è un esempio internazionale» -
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WASHINGTON — Il ricordo del terremoto che colpì il Friuli nel 1976 torna al centro della scena, questa volta negli spazi dell’ambasciata d’Italia negli Stati Uniti. A margine della rappresentazione di “Orcolat ’76”, spettacolo di Simone Cristicchi, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha sottolineato come quella tragedia abbia generato un’esperienza capace di diventare riferimento oltre i confini nazionali: un percorso di ricostruzione e rilancio che, ha detto, ha assunto un valore europeo e internazionale.

Lo spettacolo in ambasciata per il 50° anniversario

L’evento, organizzato dall’Ente regionale teatrale insieme all’Accademia musicale Naonis, è stato dedicato al cinquantesimo anniversario del sisma. In platea, tra gli altri, l’ambasciatore d’Italia negli Usa Marco Peronaci, il sindaco di Gemona Roberto Revelant e una rappresentanza della Giunta regionale con gli assessori Barbara Zilli (Finanze), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali), oltre al portavoce del presidente Edoardo Petiziol.

Fedriga: «Gli Usa sono stati il sostegno più forte dall’estero»

Nel suo intervento, Fedriga ha ricordato il ruolo degli Stati Uniti nella fase post-emergenza, definendoli il Paese che più di ogni altro ha sostenuto la ricostruzione dall’estero. Un aiuto che, secondo il governatore, ha rappresentato una vicinanza concreta nei momenti più difficili, contribuendo a dare nuove prospettive al territorio e, più in generale, al Paese.

Fedriga ha indicato nella ricostruzione di case e fabbriche un segno tangibile della determinazione delle comunità colpite: un “tributo vivente” alla capacità di rialzarsi. «A cinquant’anni dal sisma siamo consapevoli che quella speranza non è mai venuta meno», ha aggiunto, richiamando anche una frase diventata simbolica nell’immediato dopoterremoto, pronunciata da un bambino: «Che le rondini possano tornare». Parole che, per il governatore, racchiudono lo sguardo in avanti delle giovani generazioni di allora.

Le voci della Regione: memoria, emozione e nuovi partenariati

L’assessore Bini ha descritto “Orcolat ’76” come uno spettacolo capace di riaprire ricordi personali e collettivi: la paura e l’angoscia di quella sera, ma anche — ha sottolineato — la forza con cui il popolo friulano ha saputo ripartire, elemento che la narrazione teatrale mette in evidenza.

Per l’assessore Zilli, l’iniziativa è anche un’occasione per rinnovare pubblicamente la gratitudine verso gli Stati Uniti a mezzo secolo dal sisma, ricordando un legame che, fin dai primi giorni dopo la tragedia, si è tradotto in interventi e percorsi di sviluppo mirati al benessere dei cittadini.

Roberti ha inquadrato l’appuntamento come un momento di riflessione sul “Modello Friuli”, evidenziando il cambiamento vissuto dalla regione in cinquant’anni e la capacità di trasformare un’area a forte vocazione rurale in un sistema economico dinamico. La presenza a Washington, ha spiegato, intende ribadire quel cammino e aprire al tempo stesso la strada a nuovi progetti di partenariato con gli Stati Uniti.

La tournée come promozione culturale

Il presidente dell’Ente regionale teatrale, Fabrizio Pitton, ha ringraziato la Regione per il sostegno all’iniziativa, sottolineando il valore della tournée internazionale come occasione di promozione della cultura del Friuli Venezia Giulia. Portare “Orcolat ’76” all’estero — ha rimarcato — significa diffondere una delle pagine più significative della storia regionale presso le comunità italiane fuori dall’Italia e davanti a un pubblico internazionale.

Nel solco del cinquantesimo anniversario, la serata a Washington ha così unito memoria e racconto artistico, rilanciando il messaggio che Fedriga ha affidato alla commemorazione: onorare chi ha vissuto il sisma e celebrare la rinascita costruita, anche grazie alla solidarietà internazionale.

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