Fedriga rilancia dalla Toscana: sulla sanità serve un patto fuori dalla contesa politica
Il presidente del Friuli Venezia Giulia al Festival delle Regioni: riforme continue, attenzione ai dati sulle attese e regole comuni europee sull’IA.
Dal palco del Festival delle Regioni arriva un messaggio che tocca da vicino anche il Friuli Venezia Giulia: la sanità, per Massimiliano Fedriga, non può diventare terreno di scontro permanente se l’obiettivo è dare risposte concrete ai cittadini.
Il presidente della Regione, intervenuto a Firenze anche nella veste di guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha richiamato tutte le forze politiche a un’assunzione di responsabilità su un tema che riguarda direttamente il diritto alla salute. Il punto, ha spiegato, è accompagnare il sistema sanitario in un percorso di cambiamento costante, adeguandolo ai bisogni che mutano nel tempo.
Nell’apertura della quinta edizione della manifestazione ospitata a Palazzo Vecchio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del governatore toscano Eugenio Giani e della sindaca di Firenze Sara Funaro, Fedriga ha riportato al centro il rapporto tra istituzioni e il ruolo delle autonomie regionali.
Il richiamo: la salute non sia materia da campagna elettorale
Nel suo intervento, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha chiesto di abbassare il livello della contrapposizione quando si parla di sanità. Secondo Fedriga, ogni riforma rischia di essere svuotata di efficacia se viene letta solo in chiave di convenienza politica, mentre il confronto dovrebbe restare ancorato alla qualità dei servizi e alle esigenze reali della popolazione.
Il riferimento è a una discussione che coinvolge da vicino anche il dibattito regionale. La linea indicata dal presidente è quella di una sorta di tregua istituzionale sul diritto alla salute, con l’obiettivo di rendere possibili gli interventi necessari senza piegarli alle convenienze del momento.
Liste d’attesa, niente classifiche facili tra territori
Tra i passaggi più netti c’è quello dedicato ai numeri sulle attese monitorati da Agenas. Fedriga ha invitato a usare prudenza, osservando che i dati comunicati dalle Regioni non partono ancora da basi omogenee e che, proprio per questo, non possono essere trasformati in graduatorie affidabili.
Più che il confronto secco tra amministrazioni, per il presidente conta l’andamento nel tempo di ciascun territorio. Il parametro da osservare, nella sua lettura, è la capacità di migliorare progressivamente il servizio offerto ai cittadini, non la ricerca di una classifica immediata.
Intelligenza artificiale, Fedriga chiede una cornice europea
Un altro tema affrontato a Firenze riguarda l’intelligenza artificiale e la definizione delle regole per il suo utilizzo. Fedriga ha sostenuto che alle Regioni spetta soprattutto il compito di favorire investimenti e attrattività, mentre i limiti e le norme devono essere fissati su una scala molto più ampia.
Per il governatore, immaginare discipline diverse da territorio a territorio sarebbe poco utile e persino controproducente. La sede più adatta, ha rimarcato, è quella europea, se non addirittura un livello condiviso tra più democrazie occidentali, perché si tratta di strumenti che superano i confini amministrativi e nazionali.
Secondo questa impostazione, una regolazione troppo frammentata non fermerebbe la diffusione delle nuove tecnologie, ma potrebbe invece ridurre la capacità dei territori di attrarre risorse e progetti innovativi.
Il peso delle Regioni nel rapporto con lo Stato
Nel suo intervento, Fedriga ha insistito anche sulla necessità di un confronto leale tra Stato e livelli territoriali di governo. Il Festival delle Regioni, in questa chiave, è stato indicato come uno spazio istituzionale utile per concentrare l’attenzione sui temi che richiedono una collaborazione stabile tra le amministrazioni.
In chiusura, il presidente della Conferenza delle Regioni ha sottolineato il significato della partecipazione di Sergio Mattarella, presente alla manifestazione fin dalla prima edizione. Per Fedriga, è un segnale del valore che le Regioni continuano ad avere nel funzionamento dello Stato e nella costruzione di risposte vicine ai cittadini, un passaggio che per il Friuli Venezia Giulia pesa in modo particolare ogni volta che si parla di sanità, servizi e autonomia amministrativa.