Fagagna, scontro sui fondi regionali alla corsa con gli asini: gli Animalisti scrivono a Fedriga
Nel mirino del Partito Animalista FVG il contributo inserito nel piano da 100 mila euro per gli eventi storici: chiesta una revisione dei criteri.
Il nuovo finanziamento regionale dedicato alle rievocazioni storiche riaccende il dibattito a Fagagna. Al centro della contestazione c'è la manifestazione con gli asini, per la quale il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia chiede alla Regione di fare un passo indietro sui contributi annunciati.
La presa di posizione è stata formalizzata con una lettera inviata al presidente Massimiliano Fedriga e agli assessori Sergio Bini e Mario Anzil. Il coordinamento regionale del partito domanda non solo di rivedere il sostegno economico previsto per l'appuntamento fagagnese, ma anche di intervenire in modo più ampio sui criteri con cui vengono finanziate le iniziative storiche sul territorio.
La richiesta: stop ai contributi per gli eventi con animali in gara
Secondo il PAI FVG, il punto non riguarda la tradizione locale in quanto tale, bensì l'impiego di animali in competizioni pensate come spettacolo. Per questo il partito propone di escludere dai fondi pubblici le manifestazioni che prevedono corse o esibizioni con animali.
Tra le richieste avanzate alla Regione ci sono tre linee precise: riscrivere i parametri di assegnazione dei contributi, congelare e riesaminare quanto già previsto per Fagagna e destinare le stesse risorse a iniziative capaci di valorizzare la storia locale senza il coinvolgimento diretto di asini o altri animali.
I riferimenti scientifici citati nella lettera
Per sostenere questa posizione, il coordinamento richiama una relazione tecnica presentata nel 2019 al Consiglio regionale del Piemonte dal veterinario Enrico Moriconi. Quel documento prendeva in esame manifestazioni simili, tra cui il Palio degli Asini di Premosello Chiovenda, segnalando condizioni considerate problematiche sotto il profilo del benessere animale.
Nel testo viene citato anche il progetto europeo AWIN, dedicato agli indicatori di benessere animale e finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Settimo Programma Quadro. Il riferimento serve a richiamare protocolli scientifici utilizzati per valutare segnali comportamentali e fisiologici di stress in cavalli e asini.
Un altro elemento portato all'attenzione della Regione è uno studio del 2020 pubblicato su Frontiers in Veterinary Science da un gruppo di ricercatori italiani composto da Dai, Mazzola, Cannas, Heinzl, Padalino, Minero e Dalla Costa. La ricerca, secondo quanto riportato dal partito, ha osservato negli asini reazioni riconducibili a situazioni percepite come estranee o minacciose.
Il nodo del benessere animale nel dibattito locale
La portavoce regionale Irene Giurovich sottolinea che asini e cavalli, per le loro caratteristiche etologiche, possono risentire di contesti con folla, rumore, sforzo fisico e forme di contenimento. È su questo aspetto che il partito concentra la propria critica, sostenendo che il richiamo identitario di una festa non basti da solo a giustificare una gara con animali.
Nella presa di posizione vengono ricordate anche valutazioni di veterinari esperti di etologia equina, secondo cui gli asini tendono a rendere meno evidenti i segnali di dolore o disagio rispetto ai cavalli. In ambienti affollati questo, osserva il partito, renderebbe più complesso cogliere tempestivamente eventuali condizioni di sofferenza.
La richiesta finale rivolta alla Regione è quindi quella di riconsiderare le somme inserite nello stanziamento complessivo da 100 mila euro destinato alle manifestazioni storiche. Un passaggio che riporta al centro del confronto friulano il rapporto tra tutela delle tradizioni e attenzione al benessere degli animali coinvolti.