Ex Cavarzerani, il M5S porta il caso a Roma e chiede un accesso nella struttura

Dopo le segnalazioni sulle condizioni del centro udinese, interrogazione al ministro e richiesta di sopralluogo con il prefetto.

04 novembre 2026 23:23
Ex Cavarzerani, il M5S porta il caso a Roma e chiede un accesso nella struttura -
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Il caso dell’ex caserma Cavarzerani torna al centro del confronto politico in Friuli. Dopo le recenti segnalazioni sulle condizioni della struttura che ospita migranti a Udine, il Movimento 5 Stelle annuncia un doppio passaggio: un’interrogazione parlamentare e la volontà di entrare nel centro per una verifica diretta.

A intervenire sono la consigliera regionale Rosaria Capozzi e il deputato Alfonso Colucci, che collegano la vicenda non solo alla gestione quotidiana dell’accoglienza, ma anche al ruolo di controllo che spetta alle istituzioni quando emergono criticità su salute, sicurezza e tutela delle persone ospitate.

La richiesta di chiarimenti al ministro

Colucci ha presentato un’interrogazione per sapere se il ministro sia stato informato dei fatti riportati in questi giorni e per ottenere un quadro preciso delle verifiche effettuate nel 2026 all’interno della struttura udinese.

Tra i punti sollevati ci sono le date delle ispezioni, i relativi esiti, le eventuali contestazioni mosse ai gestori, le sanzioni applicate e i controlli successivi sul rispetto delle prescrizioni impartite. L’obiettivo dichiarato è fare luce sulla gestione del centro e capire se le anomalie emerse siano già state rilevate in sede ispettiva.

Il sopralluogo chiesto a Udine

Accanto all’iniziativa parlamentare, i due esponenti del M5S annunciano l’intenzione di organizzare una visita nella struttura, da concordare con il prefetto Lione. L’idea è quella di verificare di persona la situazione all’interno dell’ex Cavarzerani e valutare quali interventi possano rendersi necessari.

Per Capozzi, il tema non può essere ridotto alla sola disponibilità di un posto letto. Nella sua posizione, l’accoglienza deve tradursi in condizioni di vita compatibili con la dignità delle persone, oltre che con standard adeguati sul piano sanitario e della sicurezza.

Un tema che resta aperto in città

La presa di posizione riaccende così l’attenzione su una realtà che a Udine viene periodicamente discussa ogni volta che emergono problemi legati agli spazi, all’organizzazione e alla qualità della permanenza per gli ospiti della struttura.

Secondo i pentastellati, il nodo politico riguarda soprattutto la capacità di prevenire situazioni critiche prima che diventino casi pubblici. Per questo chiedono trasparenza sui controlli già eseguiti e un intervento tempestivo da parte delle istituzioni competenti.

Il dossier sull’ex Cavarzerani, dunque, resta aperto sia sul piano locale sia su quello nazionale, con l’attesa per le risposte del ministero e per l’eventuale sopralluogo che potrebbe offrire un quadro più diretto delle condizioni attuali del centro udinese.

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