Estate e autunno in musica: il Friuli al centro del festival Nei Suoni dei Luoghi 2026
Dal 1 luglio all’8 dicembre sono previsti 39 appuntamenti tra concerti, cammini culturali e incontri, con tappe in Friuli Venezia Giulia e oltreconfine.
Il Friuli si prepara a fare da asse portante alla nuova edizione di Nei Suoni dei Luoghi, rassegna che nel 2026 attraverserà borghi, ville, chiese e spazi aperti con un programma distribuito lungo più di cinque mesi. Il calendario conta 39 eventi e mette insieme musica, percorsi culturali e occasioni di scoperta del territorio, dal 1 luglio all’8 dicembre.
Il progetto mantiene la sua impronta riconoscibile: portare il pubblico dentro luoghi di valore storico e paesaggistico, trasformandoli in scenari d’ascolto. Non solo concerti, quindi, ma appuntamenti costruiti per intrecciare repertori, memoria dei luoghi e identità delle comunità, con uno sguardo che dal Friuli si allarga alla Slovenia e all’Austria.
La 28ª edizione è stata presentata a Udine e coinvolgerà oltre 150 musicisti, tra artisti affermati e giovani provenienti da conservatori, accademie e realtà formative europee. Tra le novità dell’anno c’è anche l’assetto della direzione artistica: al lavoro della direttrice Valentina Danelon si affianca il consulente artistico Valter Sivilotti, compositore, pianista e direttore d’orchestra.
Le prime date in Friuli
L’avvio del festival è fissato a Udine il 1 luglio, nella Chiesa di Santa Maria Assunta, con Armonie Inclusive. L’appuntamento, realizzato con More Than Jazz, punta su un incontro musicale dal forte valore anche sociale: insieme l’Orchestra Sinfonica Inclusiva AMI–Ritmea e i musicisti dell’Orchestra Naonis, diretti da Sivilotti.
Il programma della serata inaugurale attraverserà mondi sonori diversi, dal repertorio romantico alle colonne sonore, passando per tradizione popolare, pop e rock. Pochi giorni dopo, il 10 luglio, il percorso del festival incrocerà anche Villa Manin con il concerto di Luca Carboni, inserito nella collaborazione con Zenit srl.
Tra i primi appuntamenti già annunciati c’è inoltre In piena facoltà e in pieno Ferragosto, previsto il 15 luglio a Pozzuolo del Friuli nel piazzale del Municipio: sul palco lo scrittore Paolo Nori insieme alla violoncellista Enrica Ruggiero, in un dialogo tra parola e musica.
Palmanova, Tricesimo e il filo del territorio
Il cartellone tocca anche una delle piazze simbolo della regione: il 23 luglio è atteso a Palmanova il concerto di Fiorella Mannoia in Piazza Grande, altro evento nato dalla collaborazione con Zenit. È uno dei passaggi più popolari di una rassegna che continua però a tenere insieme generi e contesti molto diversi.
Nella parte conclusiva della stagione troverà spazio anche Musica e canto, fra esilio e confini, con Angela Nisi ed Enrica Ruggiero. La chiusura sarà invece affidata al pianista Sebastian Di Bin, protagonista il 7 e 8 dicembre a Villa Masieri di Tricesimo con due formule distinte, il Concerto al buio e il concerto “in chiaro”, pensate per offrire modalità d’ascolto differenti.
Un festival che unisce linguaggi e confini
La linea artistica dell’edizione 2026 insiste sul dialogo tra forme musicali diverse: classica, jazz, folk, contemporanea, pop e world music. In questo quadro si inserisce anche Atlante Sonoro, proposta pensata per avvicinare il pubblico a repertori meno frequentati e a tradizioni lontane.
Resta centrale anche la dimensione transfrontaliera, che da anni caratterizza il festival. Proseguono infatti il progetto KEEP GO!NG, costruito nel rapporto tra Italia e Slovenia, e il ritorno lungo il Walk of Peace, con appuntamenti che legano cammino, musica e memoria in un’unica esperienza.
Accanto agli spettacoli, la rassegna continuerà a proporre incontri, visite guidate, passeggiate culturali e momenti di degustazione. L’idea è quella di offrire un percorso più ampio del semplice ascolto, capace di valorizzare il Friuli e i territori vicini attraverso una formula che mette in relazione arte, paesaggio e partecipazione.
Nei Suoni dei Luoghi è organizzato dall’Associazione Progetto Musica con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, PromoTurismoFVG e CrediFriuli. Anche nel 2026 il festival conferma così una presenza diffusa sul territorio regionale, con un percorso che dal cuore dell’estate accompagnerà il pubblico fino ai primi giorni d’inverno.