Energia pulita, il Friuli Venezia Giulia corre più del resto d’Italia: Regione al 46%

Nel punto fatto a Trieste l’assessore Scoccimarro ha indicato le prossime mosse: aiuti per il fotovoltaico in casa, comunità energetiche e gestione dell’idroelettrico.

16 giugno 2026 22:37
Energia pulita, il Friuli Venezia Giulia corre più del resto d’Italia: Regione al 46% -
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Il Friuli Venezia Giulia si presenta con un primato nazionale nel campo dell’energia verde: la quota di consumi coperta da fonti rinnovabili ha raggiunto il 46%, ben oltre il dato medio italiano fermo al 31%. È il quadro richiamato a Trieste dall’assessore regionale Fabio Scoccimarro durante un incontro dedicato alle prospettive energetiche del territorio.

Il dato, illustrato nel corso della presentazione del nuovo numero di Nord Adriatico Magazine al Caffè degli Specchi in Piazza Unità d’Italia, viene letto dalla Regione come un punto di partenza e non come un traguardo concluso. L’idea è trasformare questo vantaggio in interventi percepibili da famiglie e imprese friulane.

Il vantaggio del Friuli Venezia Giulia nella corsa verde

Secondo quanto riferito dall’assessore, i numeri emersi da analisi recenti di ISPRA e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile indicano che il Friuli Venezia Giulia si è portato avanti rispetto agli obiettivi fissati in sede europea dal Green Deal.

Nel ragionamento politico esposto a Trieste, la questione energetica viene collegata a una visione di lungo respiro. Scoccimarro ha insistito sulla necessità di scelte pubbliche capaci di produrre effetti nel tempo, con attenzione agli equilibri ambientali e ai costi che ricadono sulla vita quotidiana.

Le misure attese per case e territori

Tra i provvedimenti annunciati come più vicini ai cittadini ci sono i futuri bandi regionali destinati al fotovoltaico domestico. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la spesa iniziale per l’installazione degli impianti, così da rendere più accessibile la produzione di energia in ambito familiare.

Nello stesso pacchetto rientrano anche le comunità energetiche, considerate uno degli strumenti su cui la Regione intende puntare per allargare la diffusione dell’autoproduzione e condividere i benefici sul piano economico.

Il tema si inserisce in una strategia più ampia che lega sostenibilità, qualità del territorio e sviluppo locale, in una fase in cui il Friuli Venezia Giulia prova a rafforzare la propria immagine anche attraverso politiche ambientali più strutturate.

Acqua e concessioni, il capitolo strategico

Un altro passaggio centrale riguarda le concessioni idroelettriche scadute. La linea illustrata dalla Regione punta a riportarle sotto il controllo pubblico regionale, con l’obiettivo di governare direttamente una risorsa ritenuta decisiva e di incidere anche sul fronte dei costi energetici.

Accanto all’energia, resta aperto il nodo della tutela dell’acqua. Pur disponendo di una disponibilità idrica molto rilevante, il Friuli Venezia Giulia è chiamato a ridurre le dispersioni e gli sprechi, sia attraverso opere di efficientamento sia con pratiche domestiche sostenute da contributi dedicati.

Il messaggio finale emerso dall’incontro triestino è chiaro: il primato nelle rinnovabili, da solo, non basta. Per consolidarlo serviranno misure continuative, dagli incentivi per il solare nelle abitazioni alla gestione dell’idroelettrico, fino agli interventi per usare meglio la risorsa acqua.

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