Electrolux Porcia, il 5 ottobre come snodo per il sito friulano: Buna chiede un fronte comune

La consigliera regionale della Lega richiama unità tra istituzioni, sindacati e lavoratori sul nodo occupazionale.

A cura di Web Team Web Team
22 settembre 2026 19:11
Electrolux Porcia, il 5 ottobre come snodo per il sito friulano: Buna chiede un fronte comune -
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TRIESTE - Il futuro dello stabilimento Electrolux di Porcia torna al centro del confronto politico regionale, con l’attenzione puntata sul 5 ottobre, data indicata come passaggio decisivo nella trattativa sul piano di riorganizzazione che prevede un forte ridimensionamento occupazionale. A intervenire è la consigliera regionale della Lega Lucia Buna, che chiede un’azione compatta tra istituzioni, lavoratori e sindacati per difendere occupazione e prospettive industriali del territorio.

Secondo Buna, la vertenza non riguarda solo l’azienda ma un’intera area produttiva del Friuli Venezia Giulia, la sua storia industriale e il futuro di centinaia di famiglie. Da qui il richiamo a mantenere una linea comune in una fase considerata delicata, mentre resta aperto il confronto sul destino del sito di Porcia.

Il nodo del piano industriale

La consigliera regionale sottolinea che il confronto con l’azienda deve partire da un piano industriale credibile, capace di dare garanzie sugli stabilimenti italiani, sugli investimenti e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Nel suo intervento richiama anche la necessità di superare il progetto iniziale presentato da Electrolux, giudicato insufficiente rispetto alle ricadute occupazionali annunciate.

Sul caso dello stabilimento pordenonese resta alta l’attenzione anche dopo le notizie sul piano di riorganizzazione e sui possibili esuberi, già al centro del dibattito nelle ultime settimane su Electrolux Porcia.

Il riferimento al Governo e alla Regione

Buna indica come significativo il segnale arrivato dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga, che nei giorni scorsi ha salutato personalmente i lavoratori presenti per l’arrivo del capo dello Stato Sergio Mattarella alla conclusione di Pordenonelegge. Un gesto che, nelle parole della consigliera, conferma la presenza della Regione in una fase di forte preoccupazione per il territorio.

Nel ragionamento della consigliera entra anche la linea del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha ipotizzato una soluzione transitoria e sostenibile per congelare i tagli e mettere al riparo gli stabilimenti italiani. Sempre secondo Buna, il Governo ha chiesto all’azienda di presentare un piano diverso rispetto a quello iniziale.

La posizione di Lucia Buna

Per l’esponente della Lega, dietro lo striscione “Electrolux non si spegne” c’è una comunità che chiede di non essere lasciata sola e che punta a difendere un patrimonio industriale considerato strategico per tutto il Friuli Venezia Giulia. La forza del territorio, aggiunge, sta nella capacità di presentarsi unito quando sono in gioco posti di lavoro e prospettive di sviluppo.

L’ultimo passaggio indicato da Buna è proprio il tavolo del 5 ottobre, che secondo la consigliera rappresenterà un momento decisivo per capire se sarà possibile fermare i tagli e aprire una nuova fase di confronto sul futuro produttivo dello stabilimento di Porcia.

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