Demenza, tra Pordenone e Porcia parte una rete territoriale per comunità più inclusive
I due Comuni avviano il percorso verso la rete nazionale promossa da Federazione Alzheimer Italia, con servizi, associazioni e realtà sociosanitarie coinvolte.
Non si tratta soltanto di una candidatura formale, ma dell’avvio di un lavoro che punta a cambiare il modo in cui il territorio guarda alla demenza. Pordenone e Porcia hanno messo in moto un percorso condiviso per entrare nella rete italiana delle comunità amiche delle persone con demenza, con l’idea di costruire contesti più attenti, leggibili e vicini a chi vive questa condizione e a chi lo assiste ogni giorno.
L’iniziativa coinvolge i due Comuni insieme all’Ambito del Noncello, all’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, all’Azienda Servizi alla Persona Umberto I e al network Link To Care. Il progetto nasce con un’impostazione ampia: ridurre isolamento ed esclusione, rafforzare la permanenza a domicilio quando possibile e promuovere una maggiore consapevolezza nella vita quotidiana della comunità.
Nel Pordenonese il tema ha un peso sempre più evidente anche per l’evoluzione demografica. L’invecchiamento della popolazione, in Friuli Venezia Giulia, rende la questione delle fragilità cognitive una delle sfide più rilevanti sul piano sociale e sanitario. Nell’area vasta le persone che convivono con patologie dementigene sono circa 7.600, un numero destinato ad aumentare e che coinvolge direttamente anche famiglie e caregiver, spesso esposti a un carico emotivo e organizzativo molto pesante.
Una risposta che parte dalla comunità
Il modello di riferimento è quello delle “Comunità Amiche delle Persone con Demenza”, nato nel Regno Unito e portato in Italia dalla Federazione Alzheimer Italia. L’obiettivo è permettere a chi convive con la malattia di continuare a muoversi nel proprio contesto di vita con maggiore autonomia, sicurezza e possibilità di relazione, senza essere spinto ai margini della vita sociale.
Nel concreto, questo significa lavorare non solo sui servizi specialistici, ma anche sulla capacità di un quartiere, di un’attività commerciale, del volontariato e dei cittadini di riconoscere i bisogni e rispondere in modo adeguato. Una rete diffusa, quindi, che possa rendere più semplice l’accesso alle informazioni, migliorare l’accoglienza e favorire una presenza attiva delle persone con demenza nella vita del territorio.
Il tavolo promotore e i prossimi passaggi
Il primo snodo operativo è la costituzione di un Tavolo promotore, pensato come spazio aperto a enti pubblici, servizi sociosanitari, associazioni, cooperative, volontariato, attività economiche e cittadini. Le adesioni già raccolte sono numerose, ma il percorso resta aperto a nuovi soggetti interessati a contribuire.
Sarà questo organismo a definire le priorità e ad accompagnare la candidatura alla rete nazionale. In parallelo è prevista una mappatura partecipata dei bisogni, costruita ascoltando direttamente persone con demenza e caregiver, così da orientare gli interventi su problemi reali della quotidianità: fruibilità dei servizi, ambienti urbani più comprensibili, sostegno all’autonomia e maggiore conoscenza della malattia.
Le posizioni dei Comuni coinvolti
Per l’assessora alle Politiche sociali e alle Pari Opportunità di Pordenone, Guglielmina Cucci, il valore dell’adesione sta soprattutto nel cambio di impostazione culturale. Il riferimento è a una comunità capace di vedere la persona prima della patologia, sostenere chi presta cura e favorire percorsi che aiutino a restare nel proprio ambiente di vita, mantenendo legami e punti di riferimento.
Anche da Porcia arriva una lettura che lega il progetto alla responsabilità collettiva. L’assessore al Benessere Sociale e Servizi alla Comunità Adriana Checchin richiama infatti il ruolo concreto che possono avere una rete di vicinato attenta, operatori formati e luoghi quotidiani più preparati ad accogliere situazioni di fragilità cognitiva, in un contesto segnato dall’aumento dell’età media della popolazione.
Gli appuntamenti che aprono il percorso
L’avvio del progetto sarà accompagnato anche da alcune iniziative pubbliche già in calendario nel fine settimana. Tra queste la prima passeggiata di primavera “Comunità amica delle persone con demenza”, promossa dall’associazione Equipe, e l’evento “Storie di restituzione – Storie di vite”, dedicato ai racconti sul tema della memoria con Compagnia Arti e Mestieri e Afap.
Il senso del percorso avviato tra Pordenone e Porcia è proprio questo: non limitarsi a un riconoscimento simbolico, ma costruire nel tempo una rete locale più preparata ad accompagnare persone e famiglie. La partita, in questa parte del Friuli, riguarda insieme servizi, spazi urbani e qualità delle relazioni quotidiane.