Dalle Valli del Natisone a Trieste, premio al senso civico di due fratelli e di Aran Cosentino
Riconoscimento regionale per Aire e Ariel Baricchi Bombardier, che segnalarono un ordigno nel torrente Alberone. Premiato anche l’attivista Aran Cosentino.
Un gesto semplice, ma decisivo per evitare un possibile pericolo lungo il torrente Alberone, è valso un riconoscimento pubblico a Trieste a due giovanissimi delle Valli del Natisone. Aire e Ariel Baricchi Bombardier, bambini che vivono a Savogna, sono stati premiati per aver capito che quell’oggetto visto tra i sassi non andava toccato e doveva essere segnalato subito agli adulti.
Con loro è stato valorizzato anche il percorso di Aran Cosentino, giovane delle Valli del Natisone impegnato da anni nella tutela del corso d’acqua e nella sensibilizzazione sul territorio. È stato lui a far arrivare la vicenda all’attenzione della giuria del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, ospitato nel Salone di Rappresentanza del Palazzo della Regione, in Piazza Unità d’Italia.
Il riconoscimento arrivato nel capoluogo regionale
I due fratelli sono entrati tra i finalisti under 12 della sezione “Nuovi Orizzonti”, ricevendo un diploma di eccellenza per il comportamento responsabile mostrato nel momento del ritrovamento. La motivazione del premio ha sottolineato il valore civico della loro scelta di avvisare le autorità davanti alla presenza di un ordigno esplosivo.
La consegna è avvenuta per mano di Paola Lorena Bucovaz, vicepresidente dell’associazione Friuli Ponti di Pace “Scuola di Pace”. La cerimonia triestina era dedicata ai percorsi di impegno e merito delle nuove generazioni.
Quel giorno lungo il torrente Alberone
L’episodio risale al 12 giugno 2025. Aire, che ha quasi 9 anni, e Ariel, che nel 2026 compirà 12 anni, si trovavano nel greto dell’Alberone insieme all’amica Mabel quando hanno notato un elemento sospetto. Hanno smesso di giocare e hanno avvertito subito i genitori.
Quella segnalazione ha consentito di mettere in sicurezza il tratto interessato del torrente. Un comportamento che, in un’area frequentata da famiglie e bambini, ha assunto un significato ancora più importante per la comunità locale.
La prevenzione partita in famiglia
Nel racconto di questa storia pesa anche il lavoro di educazione fatto in casa. Il padre Andrea, poco tempo prima, aveva mostrato ai figli alcuni contenuti legati alla vicenda di Nicolas Marzolino, trasformando un tema lontano in una lezione concreta sui rischi degli ordigni inesplosi.
Proprio quel percorso di consapevolezza, secondo quanto emerso, ha aiutato i bambini a riconoscere il pericolo e a scegliere la strada giusta. Il ritrovamento a Ieronizza, a pochi chilometri da Caporetto, avrebbe potuto avere conseguenze ben diverse senza quella attenzione preventiva.
L’incontro con Nicolas Marzolino
Marzolino oggi è consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Nel marzo 2013, a Novalesa in Val di Susa, rimase gravemente ferito dall’esplosione di una bomba Breda 35 risalente alla Seconda Guerra Mondiale, perdendo la vista e la mano destra.
Da allora porta la sua testimonianza nelle scuole italiane per spiegare ai ragazzi quanto possano essere insidiosi gli ordigni rimasti nel terreno o nei corsi d’acqua. La vicenda avvenuta nelle Valli del Natisone lo ha colpito al punto da raggiungere Udine per incontrare Aire, Ariel e Mabel e raccogliere la loro esperienza in un’intervista.
Il ruolo di Aran Cosentino nelle Valli del Natisone
Accanto ai due fratelli è stato premiato anche Aran Cosentino, 24 anni, studente magistrale, fotografo e attivista ambientale. Da un decennio è portavoce del Comitato “Amici del torrente Alberone” e il suo nome è legato da tempo alle iniziative di tutela della Val Alberone.
Nell’ambito del festival ha lavorato come fotografo, co-responsabile dell’ufficio stampa e osservatore di giovani percorsi meritevoli. È stato lui a segnalare alla giuria il comportamento di Aire e Ariel, leggendo in quel gesto un segno di continuità nella cura del territorio.
Per Cosentino è arrivato anche un riconoscimento personale: una borsa di studio e il Premio dell’Ordine Caritatevole e Cavalleresco di S. Stanislao, consegnato dal Conte Alexander Graff de Pancsova dell’Ordine austriaco di San Stanislao, con il sostegno della Famiglia d’Este.
Una storia che parla al territorio
Aire e Ariel, nati a Milano e trasferiti da alcuni anni nelle Valli del Natisone, seguono un percorso di istruzione parentale. La loro quotidianità, tra attività sportive, musica, arte, robotica e lingue, si intreccia con il rapporto stretto con i boschi e con il torrente ai piedi del Matajur.
La premiazione di Trieste ha così portato all’attenzione regionale una vicenda nata in un angolo preciso del Friuli, dove il legame con l’ambiente non è solo scenario ma parte della crescita dei più giovani. E proprio da questo rapporto diretto con il territorio è nato un gesto che ha unito prudenza, educazione e responsabilità.