Dal sequestro di Spilimbergo ai servizi sul territorio: materiali e mezzi assegnati a Croce Rossa Fvg e Protezione Civile

Quanto recuperato nel capannone illegale scoperto a Spilimbergo avrà ora un impiego pubblico tra assistenza, soccorsi e gestione delle emergenze.

14 agosto 2026 11:16
Dal sequestro di Spilimbergo ai servizi sul territorio: materiali e mezzi assegnati a Croce Rossa Fvg e Protezione Civile -
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Una parte consistente del materiale recuperato nel capannone illegale scoperto a Spilimbergo non resterà ferma nei depositi giudiziari: mezzi, attrezzature e scorte saranno infatti riutilizzati per attività di soccorso e supporto alla popolazione.

La decisione, autorizzata dall’autorità giudiziaria, riguarda i beni sequestrati dalla Guardia di Finanza dopo il blitz compiuto tra il 27 e il 28 maggio, quando i comandi provinciali di Udine e Pordenone individuarono un grande impianto clandestino destinato alla produzione di sigarette.

Per il Friuli Venezia Giulia l’aspetto più concreto è l’assegnazione di una parte dei materiali alla Croce Rossa regionale, che potrà impiegarli nelle attività di assistenza, nei servizi sanitari e nel sostegno alle persone in difficoltà sul territorio.

Che cosa è stato destinato agli enti

Tra i beni ritenuti ancora utilizzabili figurano camion, muletti e generatori elettrici da 240 kW ciascuno. Si tratta di dotazioni che potranno tornare utili nelle operazioni di protezione civile e negli interventi legati a calamità naturali.

Accanto ai mezzi, nel capannone erano presenti anche numerosi bancali con alimenti a media e lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale, oltre a materassi e coperte. Questo materiale è stato affidato al Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia della Croce Rossa Italiana.

Il quadro emerso nel capannone di Spilimbergo

Lo stabilimento scoperto dalle Fiamme Gialle aveva dimensioni rilevanti, circa 9.000 metri quadrati, ed era stato organizzato in modo da sostenere un’attività continuativa senza contatti con l’esterno per lunghi periodi.

Secondo la ricostruzione effettuata durante l’operazione, all’interno c’era tutto il necessario per permettere a oltre 40 operai potenzialmente impiegati nella fabbrica di rimanere nel sito per settimane, con scorte alimentari, beni essenziali e materiali per il pernottamento.

Un recupero che produce effetti anche per il Friuli

L’assegnazione non riguarda solo il valore economico del sequestro, ma anche la possibilità di trasformare strumenti collegati a un’attività illecita in risorse utili per la collettività. In questo caso, una parte importante resterà a disposizione del sistema di aiuto presente in regione.

I beni destinati alla Protezione Civile del Lazio saranno impiegati nelle emergenze, mentre quelli affidati alla Croce Rossa Fvg potranno alleggerire costi e necessità operative nelle attività che ogni giorno coinvolgono volontari e strutture regionali.

Il valore complessivo del materiale assegnato supera il mezzo milione di euro: una cifra significativa che, da elemento di supporto a una produzione illegale, diventa ora patrimonio concreto per assistenza e soccorsi.

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