Dal Salone degli Incanti al palco di Bocelli: la mostra Scart porta fuori dal Friuli il suo messaggio green

Dopo il forte riscontro ottenuto a Trieste, il progetto artistico approda al Teatro del Silenzio di Lajatico come parte della scenografia del concerto di Andrea Bocelli.

27 luglio 2026 21:36
Dal Salone degli Incanti al palco di Bocelli: la mostra Scart porta fuori dal Friuli il suo messaggio green -
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Il passaggio da Trieste a uno degli appuntamenti musicali più conosciuti dell’estate segna un nuovo capitolo per “Scart - Il lato bello e utile del rifiuto”. La mostra vista nei mesi scorsi al Salone degli Incanti è stata infatti scelta per il Teatro del Silenzio di Lajatico, in provincia di Pisa, dove entrerà nella scenografia del tradizionale concerto di Andrea Bocelli.

Per il Friuli Venezia Giulia si tratta di una vetrina importante: il progetto, accolto nel capoluogo giuliano tra il 13 marzo e il 3 maggio 2026, lascia i confini regionali dopo aver richiamato oltre 30mila persone. Un risultato che ora trova continuità davanti a una platea internazionale.

Un’esperienza nata a Trieste che trova nuova visibilità

L’allestimento triestino era stato promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia e aveva portato al centro del dibattito pubblico il tema del riuso attraverso il linguaggio dell’arte. Le installazioni, costruite con materiali recuperati dalla filiera Lamborghini nell’ambito del progetto artistico del Gruppo Hera, avevano rappresentato uno degli elementi più riconoscibili dell’esposizione.

La scelta di collocare queste opere nel contesto del Teatro del Silenzio amplia ulteriormente la portata del messaggio. Non più soltanto una mostra visitabile in uno spazio espositivo, ma una presenza scenica legata a un evento seguito ogni anno da spettatori provenienti da molti Paesi.

Arte, recupero dei materiali e pubblico trasversale

Il cuore di Scart resta lo stesso: dare una forma nuova a materiali destinati al recupero e trasformarli in oggetti e installazioni capaci di parlare anche a chi normalmente non frequenta i percorsi dedicati all’ambiente. A Trieste questo approccio era emerso con chiarezza anche grazie agli altri momenti collegati al progetto, compresa una sfilata con abiti realizzati con elementi riciclati.

Il valore dell’iniziativa sta proprio nella sua immediatezza. L’economia circolare, spesso raccontata con termini tecnici, viene resa visibile in modo diretto attraverso opere che uniscono impatto estetico e contenuto ambientale.

Il ruolo della Regione e i prossimi sviluppi

Sul significato del percorso compiuto dalla mostra è intervenuto anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, che ha espresso soddisfazione per il riscontro ottenuto dopo la tappa triestina. La presenza in un contesto di rilievo internazionale viene letta come la conferma che la sostenibilità può diventare anche esperienza culturale condivisa.

L’esperienza maturata in Friuli Venezia Giulia non si fermerà qui. Regione e Gruppo Hera hanno già indicato il 2027 come anno in cui proporre nuove iniziative dedicate al rapporto tra creatività e sostenibilità, proseguendo un lavoro che a Trieste ha già mostrato di saper coinvolgere il pubblico.

Per il territorio regionale resta soprattutto un dato politico e culturale: un progetto accolto con successo nel capoluogo giuliano continua il suo cammino in un palcoscenico di richiamo mondiale, portando con sé un’idea concreta di riuso che dal Friuli si affaccia ora su una scena molto più ampia.

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