Ronchi dei Legionari, Trieste Airport sale al livello ACA 4: nuovo passo verde per lo scalo del Friuli Venezia Giulia
Il riconoscimento di ACI EUROPE premia la strategia ambientale dell’aeroporto regionale: nel 2026 previsti altri interventi su energia, risorse e mobilità.
Per l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia arriva un riconoscimento che pesa sul piano industriale e sull’immagine del territorio. Trieste Airport, lo scalo di Ronchi dei Legionari, ha raggiunto il livello ACA 4 – Transformation nell’ambito dell’Airport Carbon Accreditation, programma internazionale dedicato al controllo e alla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica negli aeroporti.
Il risultato colloca lo scalo regionale tra quelli che in Italia hanno centrato uno dei passaggi più avanzati del percorso previsto da ACI EUROPE. Non si tratta soltanto di una certificazione formale: il livello ottenuto segnala che la strategia ambientale è stata strutturata in modo più ampio, con obiettivi che riguardano l’intera attività aeroportuale.
Un traguardo che coinvolge tutto il sistema aeroporto
Il quarto livello dell’accreditamento riguarda infatti una fase più complessa rispetto alla sola rilevazione delle emissioni. La logica è quella della trasformazione: accanto alla misurazione e alla riduzione dell’impatto diretto, viene richiesto il coinvolgimento dei soggetti che operano dentro il sedime aeroportuale.
Per Trieste Airport questo significa lavorare non solo sulle proprie procedure, ma anche su un percorso condiviso con compagnie aeree, operatori e altri interlocutori presenti nello scalo. L’obiettivo è costruire una transizione ambientale che tenga insieme gestione quotidiana dell’infrastruttura e progressiva decarbonizzazione.
La sostenibilità entra nel piano di sviluppo
L’accreditamento si inserisce nel percorso ESG che la società aeroportuale considera centrale per la crescita dello scalo. La sostenibilità viene indicata come uno degli assi strategici, con ricadute che interessano passeggeri, lavoratori, imprese attive nell’area e più in generale il territorio regionale.
Nel programma annunciato, gli investimenti proseguiranno anche nel 2026. Le linee di intervento indicate riguardano il miglioramento dell’efficienza energetica, una minore incidenza ambientale delle attività aeroportuali e nuovi passi verso la riduzione delle emissioni.
In questo quadro rientrano sia l’impiego di soluzioni tecnologiche innovative sia iniziative dedicate a una mobilità più sostenibile e a un uso più attento delle risorse. È una direzione che rafforza il ruolo dello scalo non solo come nodo dei collegamenti, ma anche come infrastruttura chiamata a misurarsi con standard ambientali sempre più stringenti.
Il supporto tecnico e il posizionamento dello scalo
Nel percorso che ha portato al riconoscimento, Trieste Airport è stato affiancato da To70 Italia, società specializzata nella consulenza aeronautica e ambientale. Il supporto tecnico ha accompagnato l’iter necessario per arrivare all’ottenimento del livello ACA 4.
Per lo scalo del Friuli Venezia Giulia il passaggio assume anche un valore competitivo. Entrare in questa fascia dell’Airport Carbon Accreditation significa presentarsi tra gli aeroporti europei più attenti alla transizione ecologica, con una linea che prova a tenere insieme sviluppo dell’infrastruttura, innovazione operativa e contenimento dell’impatto ambientale.
Per il territorio, il dato più rilevante è proprio questo: la crescita dell’aeroporto regionale viene legata a un modello che punta a essere più efficiente e meno energivoro, con interventi già inseriti nella programmazione dei prossimi mesi.